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  • » 04/05/2017, 08.51

    SIRIA - RUSSIA - TURCHIA

    Mosca: aree sicure e no-fly zones per rafforzare il cessate il fuoco in Siria



    Il presidente russo Putin ne ha parlato con il presidente Usa Trump e l’omologo turco Erdogan. L’obiettivo è favorire il rientro dei rifugiati e la consegna di aiuti alla popolazione. Previsto anche l’invio di truppe straniere nel ruolo di osservatori. I ribelli hanno sospeso la partecipazione ai colloqui di Astana per protesta contro i raid aerei governativi. 

     

    Mosca (AsiaNews/Agenzie) - Russia, Stati Uniti, Turchia e Siria sono sul punto di raggiungere un accordo, che porterà alla creazione di “zone di sicurezza” in Siria, finalizzate a garantire la piena attuazione e l’efficacia del cessate il fuoco. È quanto ha affermato il presidente russo Vladimir Putin, secondo cui è prevista inoltre la creazione di aree di interdizione al volo. 

    Secondo quanto riferisce il Cremlino, il presidente statunitense Donald Trump è favorevole all’idea di creare zone cuscinetto in Siria. Egli ha espresso il parere favorevole nel corso di una conversazione telefonica con l’omologo russo Putin il 2 maggio scorso. 

    Una decisione definitiva in materia verrà presa nel corso dei colloqui in corso ad Astana, capitale del Kazakistan, mediati da Teheran, Ankara e Mosca, alla presenza di osservatori Usa. Il tavolo delle discussioni si è aperto ieri, ma i leader della delegazione dei ribelli ha subito sospeso la propria partecipazione per protesta contro i raid aerei dell’aviazione di Damasco. 

    Il piano russo prevede l’introduzione di “zone di sicurezza” nei territori controllati dai ribelli nella provincia nord-occidentale di Idlib, in alcune parti della provincia di Homs, nel centro del Paese, nel sud e nella enclave di Ghouta, a est della capitale. Un tentativo di mettere fine alle violenze, agevolare il rientro dei rifugiati e favorire la consegna di aiuti a una popolazione stremata dal conflitto. 

    A presidiare le aree vi sarebbero dei checkpoint controllati sia dalle milizie ribelli che dai soldati governativi. In aggiunta, è previsto lo stanziamento di truppe straniere nel ruolo di osservatori. 

    “Una delle modalità di applicazione duratura del cessate il fuoco - ha dichiarato Putin, a margine dell’incontro con l’omologo turco Recep Tayyip Erdogan a Sochi - è di creare zone sicure o di de-escalation del conflitto”. 

    “La Russia ha intrattenuto consultazioni preliminari - ha aggiunto il leader del Cremlino - con Damasco e Teheran. Tutti noi concordiamo sul meccanismo da creare per garantire la fine del bagno di sangue e creare le condizioni per l’avvio di un dialogo politico”. 

    Più cauto l’atteggiamento del presidente turco Erdogan, sostenitore del fronte anti-Assad, il quale non ha voluto fare un riferimento diretto alla proposta russa; di contro, egli ha parlato di zone cuscinetto per attenuare gli effetti del conflitto nella provincia di Idlib. 

    Nelle prossime settimane sono previsti nuovi incontri fra i vari leader per stabilire il modo in cui verranno controllate queste “zone di sicurezza”.

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