03/07/2006, 00.00
RUSSIA

Mosca: nel nome della collaborazione nonostante le differenze, si apre il summit interreligioso

All'evento partecipano i leader spirituali delle maggiori religioni del mondo. Dal Vaticano una delegazione di alto profilo; card. Kasper: è segno indiretto di progressi nei rapporti tra cattolici e russi ortodossi; Kirill concorda.

Mosca (AsiaNews) – La necessità di collaborare "nonostante le differenze" è quello che il card. Walter Kasper si aspetta emerga dal summit internazionale dei leader religiosi apertosi oggi a Mosca. Il presidente del Pontificio consiglio per l'unità dei cristiani è a capo della delegazione di alto profilo inviata dal Vaticano per intervenire all'evento senza precedenti nel mondo ortodosso per dimensioni e livello dei partecipanti.

Su invito della Chiesa ortodossa russa, fino al 5 luglio, più di 200 delegati da 44 Paesi e di differenti religioni discuteranno delle sfide poste alla fede dal mondo di oggi: terrorismo, povertà, razzismo, diritti umani, difesa della vita e della famiglia e dialogo ecumenico e interreligioso.

A Mosca sono presenti i leader di diverse comunità: cattolici, protestanti, ebrei, induisti, musulmani. Oltre a Kasper, il Vaticano ha mandato altri quattro cardinali: Paul Poupard, Roger Etchegaray, Godfried Danneels e Edgar McCarrick.

Grandi assenti il Papa e il Dalai Lama. Quest'ultimo come ammesso dagli stessi organizzatori del summit - avrebbe creato problemi con il governo cinese. All'Hotel President, dove si svolge l'incontro, è invece presente il direttore dell'Ufficio Affari religiosi della Cina. L'invito a Mosca per Benedetto XVI, invece, è ancora ostacolato dalle annose tensioni con il Patriarcato russo

In un'intervista all'agenzia Interfax, il card. Kasper ha comunque ribadito la felice stagione nei rapporti con la Chiesa ortodossa russa. Il porporato si è detto convinto che le due Chiese "devono affrontare insieme i problemi del mondo secolarizzato, come pure le sfide poste dalle altre religioni attraverso il dialogo". Kasper ha poi spiegato che la presenza di una delegazione vaticana al summit di Mosca è un "segno indiretto del positivo cambiamento nei rapporti tra le due Chiese".

Della stessa opinione anche il metropolita Kirill, presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del patriarcato di Mosca, che ha puntato l'accento sul comune impegno "nel risolvere i problemi etici" e nella difesa dei valori cristiani.

Il Summit di Mosca si concluderà con la pubblicazione di un documento indirizzato ai leader dei Paesi del G8, il cui vertice annuale è previsto per metà luglio a San Pietroburgo.

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