18/01/2019, 12.00
CINA
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Movimento dei nuovi cittadini: Xi Jinping sta distruggendo la Cina

di Wang Zhicheng

In occasione del nuovo anno, il gruppo fondato da Xu Zhiyong, chiede la fine della dittatura di Xi Jinping, accusato di aver emendato la Costituzione cinese, di monopolizzare le risorse, governare su ogni cosa. Le uniche “armi” del Movimento: la verità, il coraggio, la speranza.

Pechino (AsiaNews) - Il presidente cinese Xi Jinping sta “portando la Cina a un punto di distruzione di non ritorno”; egli “sta sabotando le regole legittime della comunità internazionale” e sta costruendo “un nuovo modello di totalitarismo”. È necessario “porre fine alla dittatura di Xi Jinping e dare libertà al popolo cinese”. Sono alcune delle affermazioni contenute nel messaggio per il Nuovo Anno diffuso dal Movimento dei nuovi cittadini.

Il Movimento è sorto anni fa per denunciare e combattere la corruzione nella società cinese e nel Partito. Il suo fondatore, l’avvocato per i diritti umani Xu Zhiyong, 45 anni, è stato condannato a 4 anni di prigione per aver chiesto che tutti i membri del Partito rendessero pubbliche le loro ricchezze. Ritornato libero il 15 luglio del 2017, egli continua il suo impegno di sensibilizzazione e denuncia, sebbene sia di continuo sotto il controllo e il freno della polizia.

Oltre alle denunce contro le ricchezze nascoste (e corrotte) dei capi del Partito, Xu – che è stato professore di legge in una università di Pechino - ha sostenuto le battaglie legali delle famiglie cinesi i cui figli erano stati avvelenati col latte alla melammina e ha sempre difeso il diritto dei figli di migranti di poter andare a scuola e in università nelle città dove i loro genitori lavorano.

Nel Messaggio per il Nuovo anno, il Movimento denuncia il tentativo di Xi Jinping di rimanere al potere a vita, avendo emendato la Costituzione cinese, e di “monopolizzare tutte le risorse e guadagnare il privilegio di governare su ogni cosa”.

Richiamando poi i componenti del movimento (studenti, artisti, imprenditori privati, prigionieri di coscienza, avvocati per i diritti umani, credenti perseguitati, …), il Messaggio sottolinea che la loro arma non sono “fucili o cannoni”, ma “il buon senso per dissipare le bugie”, “il coraggio per resistere alla violenza”, “la speranza per rovesciare la tirannia”.

“Sappiamo – conclude – che pagheremo un prezzo troppo duro per gente ordinaria. Ma abbiamo fatto la nostra scelta ed è questa: invece di soccombere alla tirannia, vogliamo dedicarci alla causa della libertà. Vogliamo dire al mondo che il popolo cinese ama la libertà, persegue la libertà e godrà di libertà. Un giorno il resto del mondo sarà testimone del nostro essere liberi e gioiosi”.

 

Per il testo completo del Messaggio, vedi qui.

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