18/07/2013, 00.00
INDIA
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Narendra Modi va fermato, o distruggerà la democrazia in India

di p. Cedric Prakash sj
Per il direttore di Prashant – centro gesuita per i diritti umani, la giustizia e la pace – il chief minister del Gujarat sta diventando “sempre più rabbioso e instabile”. Se non verrà fermato prima delle prossime elezioni “potrebbe davvero essere la fine dell’India come Paese laico”.

Ahmedabad (AsiaNews) - Narendra Modi, chief minister del Gujarat, è un pericolo per le minoranze dell'India e una minaccia al secolarismo del Paese. È il senso della riflessione di p. Cedric Prakash - direttore del centro gesuita per i diritti umani, la giustizia e la pace "Prashant" - dopo alcune dichiarazioni del politico, che sosteneva di sentirsi triste "come quando si investe un cucciolo" pensando ai massacri del Gujarat del 2002. Esponente di spicco del Bharatiya Janata Party (Bjp), partito nazionalista indù, con i suoi continui "commenti controversi, volgari e estremisti" Modi dimostra che "le minoranze del Paese, e in particolare i musulmani, non rientrano nei suoi progetti". Di seguito, l'intervento di p. Prakash per AsiaNews.

Narendra Modi, il chief minister del Gujarat, l'ha fatto ancora! Egli continua a dimostrare che non solo soffre della "malattia della gaffe", ma che sta diventando sempre più rabbioso e forse persino instabile...

Dopo la metafora del "cucciolo", usata riferendosi ai massacri del Gujarat del 2002 in un'intervista con l'agenzia di stampa straniera Reuters, ora ha strigliato il Congress dicendo che "ogni volta che si trovano di fronte a una crisi, vestono il burqa del secolarismo e si nascondono in un bunker". Le dichiarazioni risalgono a un convegno pubblico tenuto a Pune (Maharashtra) il 14 luglio scorso.

Questa grave gaffe di Modi (che naturalmente ha provocato lo sdegno e la condanna dell'intera nazione) non riguarda come il Congress affronta o meno le sfide, ma la natura della sua espressione.

Il burqa è un indumento avvolgente indossato dalle donne in alcune tradizioni islamiche per coprire i loro corpi in pubblico. Molti musulmani credono che il Corano, il loro libro sacro, richieda che uomini e donne vestano in modo modesto in pubblico.

Usando la parola burqa in modo dispregiativo, ancora una volta Modi ha mostrato con chiarezza le proprie intenzioni: le minoranze del Paese, e in particolare i musulmani, non rientrano nei suoi progetti.

Oltretutto estremizzando e volgarizzando [il termine] "secolarismo", Modi dimostra di nuovo che non crede nella Costituzione indiana. La parola "secolare" (anche se non è praticata da molti) è un concetto molto sacro per la stragrande maggioranza in questo Paese pluralista.

Per questo, dire il "burqa del secolarismo" non è solo una questione di scelta di parole o di stabilità mentale di qualcuno che, parlando a sproposito, evoca un piacere sadico proprio di una parte del Paese. È molto più pericoloso! Riguarda la mentalità di qualcuno che sta disperatamente cercando di proporre se steso come possibile leader del Paese. La frase riflette un profondo odio verso i musulmani (e certo verso tutte le minoranze) e il suo non volere che l'India continui a essere una nazione laica. Nell'intervista alla Reuters egli ha dichiarato, con grande audacia, di essere un nazionalista indù.

Se si va al cuore dell'ideologia del Sangh Parivar, il cui unico desiderio è rendere l'India uno "Stato indù", le affermazioni di Modi sono sulla strada giusta. Mentre la maggioranza degli indiani (compresi alcuni membri del suo partito) contesta i suoi commenti controversi, volgari e estremisti, dovremmo prendere atto che se Modi non viene fermato in modo efficace in questo momento o sconfitto dall'elettorato, potrebbe davvero essere la fine dell'India come Paese laico!

 

(Ha collaborato Nirmala Carvalho)

 

 

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