26/03/2020, 09.38
VATICANO
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Nel mondo aumentano i cattolici, arrivati a 1.329 milioni

Secondo i dati dell’Annuario statistico 2018, cresce il numero dei vescovi e dei diaconi permanenti, ma diminuiscono sacerdoti, seminaristi e religiosi. In Asia i cattolici passano dal 10,9 all’11,1 per cento.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Nel mondo aumentano i cattolici, arrivati a 1.329 milioni, cresce il numero dei vescovi e dei diaconi permanenti, ma diminuiscono sacerdoti, seminaristi e religiosi. Sono i dati diffusi dall’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa che ha curato la redazione dell’Annuario Pontificio 2020 e dell’Annuarium Statisticum Eccleasiae 2018.

Fra il 2013 e il 2018, dunque, si registra un aumento di circa il 6 per cento dei cattolici del mondo, che passano da quasi 1.254 a 1.329 milioni, con un incremento di 75 milioni di persone. Del totale dei cattolici, il 48 per cento vive in America, il 21,5 in Europa e l’11,1 in Asia, dove si è registrato un particolare aumento. Al 2018 i cattolici sono poco meno del 18 per cento della popolazione mondiale.

L’importanza dei cattolici dell’Asia cresce lievemente dal 10,9 all’11,1 per cento, ma essa è notevolmente inferiore a quella che il continente ha per quanto riguarda la popolazione (circa il 60% nel 2018).

Nello stesso periodo, i vescovi sono aumentati di oltre il 3,9 per cento, passando da 5.173 a 5.377, con un incremento assai marcato in Oceania (+4,6 per cento), cui seguono America e Asia (entrambi con +4,5 per cento), Europa (+4,1 per cento) e Africa (+1,4 per cento). Dall’inizio del 2019, poi, sono state erette 4 nuove sedi vescovili, un’eparchia, 2 prelature territoriali, un esarcato apostolico e un’amministrazione apostolica.

Scende invece il numero dei sacerdoti, diminuiti dello 0,3 per cento. Fra il 2013 e il 2014 sono aumentati di 1.400 unità, ma sono calati fra il 2016 e il 2018. In controtendenza, sono cresciute le vocazioni in Africa e in Asia, rispettivamente del 14,3 e dell’11 per cento. In America il numero dei presbiteri è stazionario, se ne contano circa 123 mila, in Europa ed Oceania i cali sono rispettivamente di oltre il 7 per cento e di poco più dell’1 per cento.

La distribuzione dei sacerdoti tra i continenti è caratterizzata nel 2018 da una forte prevalenza dei sacerdoti europei (41,3%) che superano del 40% quelli del clero americano; il clero asiatico incide per il 16,5%, quello africano per l’11,5% e quello dell’Oceania per l’1,1%. Nel quinquennio cresce l’incidenza sia del clero asiatico (da 14,8 a 16,5 per cento) e sia quella del clero africano (da 10,1 a 11,5 per cento), mentre per il clero europeo il peso scende vistosamente dal 44,3% al 41,3%. Identica è la situazione per il clero americano (29,6%) nei due anni considerati;

Scende anche il numero dei seminaristi. Passano da 118.251 unità nel 2013 a 115.880 nel 2018, con una diminuzione di -2 per cento. Il calo, con l’eccezione dell’Africa, interessa tutti i continenti con riduzioni di grande portata per Europa (-15,6 per cento) e America (-9,4 per cento). L’Africa, con una variazione positiva del 15, 6 per cento, si conferma l’area geografica con le maggiori potenzialità di copertura del fabbisogno dei servizi pastorali.

Cresce fortemente, invece, il numero dei diaconi permanenti che aumentano del 10 per cento. Passano complessivamente da 43.195 unità nel 2013 a 47.504.

Continua a diminuire il numero dei religiosi professi non sacerdoti (-8 per cento), essendo il numero passato da oltre 55mila a meno di 51 mila. Il trend decrescente è comune ai vari continenti con l’eccezione di Africa e Asia dove si osserva un +6,8 per cento e un +3,6 per cento.

Anche per le religiose professe si osserva una dinamica fortemente decrescente con una contrazione del 7,5%.. Il numero complessivo delle religiose professe, infatti, si riduce da quasi 694 mila unità nel 2013 a meno di 642 mila unità cinque anni dopo. Il declino riguarda tre continenti (Europa, Oceania e America), con variazioni negative anche di rilievo (-15% in Europa, -14,8% in Oceania e -12% in America). In Africa e in Asia, invece, l’incremento è decisamente sostenuto, superiore al 9% per Africa e a +2,6% per Asia. Conseguentemente, la frazione delle religiose professe in Africa e in Asia passa dal 34,6% sul totale mondiale al 39%, a discapito dell’Europa e dell’America, la cui incidenza si riduce complessivamente dal 64,3 al 59,9 per cento.

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