10/01/2020, 09.26
INDIA-MALAYSIA
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New Delhi vieta l’olio di palma malaysiano dopo le critiche di Mahathir

Il premier malaysiano censura l’India per la condotta in Kashmir e la nuova legge sulla cittadinanza. Nel 2019, New Delhi si è assicurata il 28% delle esportazioni di Kuala Lumpur per 1,3 miliardi di dollari. Tra i disaccordi, anche il rifiuto del governo malaysiano di estradare un controverso predicatore musulmano, ricercato in India.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Il governo indiano ha vietato l'importazione di olio di palma raffinato dalla Malaysia, in quello che secondo gli analisti è l'ultimo capitolo di una disputa tra i due Paesi. A scatenarla, le recenti osservazioni del primo ministro malaysiano, Mahathir Mohamad, sul Kashmir e la nuova legge sulla cittadinanza introdotta da New Delhi lo scorso 12 dicembre. Citando documenti governativi, i media malaysiani hanno portato alla luce il divieto l’altro ieri. Il giorno prima erano circolate indiscrezioni secondo cui l'India chiedeva informalmente ai raffinatori e ai commercianti di evitare l'acquisto di olio di palma dalla Malaysia.

Lo scorso anno, l'India – primo Paese al mondo per importazioni di olio di palma – è stata il miglior cliente della Malaysia. Nel 2019, New Delhi si è assicurata il 28% delle esportazioni di Kuala Lumpur; più del doppio rispetto all'anno precedente. Per l’India, l'Indonesia resta la principale fonte di prodotti a base di olio di palma, con una quota di mercato del 60%. Nel 2018, Jakarta ha esportato sul suolo indiano merci per un valore prossimo a 3,8 miliardi di dollari Usa, mentre Kuala Lumpur ne ha incassati circa 1,3 miliardi. A partire dallo scorso settembre, l'India ha disposto un aumento alle imposte sull'olio di palma raffinato proveniente dalla Malaysia, portandole al 50% dal precedente 45%. Il provvedimento serve come protezione contro i picchi delle importazioni e rispetta un accordo commerciale, firmato tra i due Paesi all'inizio del 2018.

Le relazioni tra i due Paesi sono diventate sempre più fredde a partire dal ritorno al potere di Mahathir, avvenuto nel maggio dello stesso anno. Disaccordi sono emersi su varie questioni, tra cui il rifiuto del governo malaysiano di estradare il controverso predicatore musulmano Zakir Naik, ricercato in India per accuse di riciclaggio di denaro e incitamento all'estremismo. Nonostante promuova politiche settarie, Naik gode dello lo status di residente permanente in Malaysia e della protezione della coalizione al potere.

Ma le relazioni sembrano essersi deteriorate da quando Mahathir, 94 anni, ha sostenuto che lo scorso agosto l'India ha “invaso e occupato” il Kashmir a maggioranza islamica, territorio rivendicato anche dal vicino Pakistan. Più di recente, il governo indiano si è indispettito per le osservazioni di Mahathir riguardo alla nuova legge indiana sulla cittadinanza, che facilita il riconoscimento di quest’ultima per i cittadini di alcuni Paesi vicini, esclusi i musulmani. I funzionari di New Delhi che hanno respinto le critiche della Malaysia come “di fatto imprecise”. Intervenuto durante un raduno tra leader di Paesi musulmani a Kuala Lumpur lo scorso dicembre, Mahathir ha affermato che persone “stanno morendo a causa di questa legge, quindi perché sarebbe necessaria?”.

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