23/07/2020, 06.52
RUSSIA
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Niente stranieri nelle chiese russe. Problemi anche per i cattolici

di Vladimir Rozanskij

Un progetto di legge del governo vieta agli stranieri di partecipare e guidare attività religiose sul suolo russo. Esclusi anche personale del culto che abbia studiato all’estero e che presenti segno di “estremismo religioso”. Vi saranno problemi anche per i sacerdoti ortodossi che studiano a Roma o all’estero.

Mosca (AsiaNews) – Gli stranieri non possono partecipare alle attività delle associazioni religiose russe, né a maggior ragione guidarle: è quanto stabilisce un progetto di legge presentato dal governo russo lo scorso 22 luglio alla Duma di Stato, il parlamento russo. L’ufficio stampa della Camera bassa della Duma ne ha dato notizia ieri.

Secondo l’art. 7 della legge federale “Sulla libertà di coscienza e sulle associazioni religiose”, in un gruppo religioso possono entrare soltanto i russi e “altre persone che vivono stabilmente e in modo legittimo sul territorio della Russia”. La legge definisce “gruppo religioso” una “unione di persone che professano la stessa fede, che non necessitano di registrazione statale”. I dirigenti e i partecipanti al gruppo hanno il diritto di celebrare liturgie comuni, riti religiosi, aggregare e istruire nuovi membri nella propria fede. Le riunioni di preghiera si devono comunque svolgere in locali appositamente autorizzati, e non nelle case private.

Oltre agli stranieri, il divieto a partecipare e guidare le comunità viene esteso anche alle persone classificate come estremiste e terroriste, secondo le liste ufficiali dell’Ufficio statale per il monitoraggio. Inoltre, il divieto riguarda anche i credenti nelle cui azioni il tribunale abbia riscontrato “segni di attività estremistica”. Da qualche anno, in questa lista sono stati inseriti i Testimoni di Geova, vari gruppi di cristiani battisti e altre sette di vario genere.

In una nota esplicativa si comunica che le modifiche alla legge “permetteranno di non ammettere alla partecipazione dell’attività delle associazioni religiose dei sacerdoti o servitori del culto che abbiano ricevuto l’istruzione religiosa all’estero, che diffondano ideologie religiose estremistiche”. Tale divieto produrrà difficoltà ai predicatori musulmani e ai pastori protestanti, ma anche ai sacerdoti cattolici, tra cui vi sono ancora numerosi i missionari stranieri, che faticano a ottenere permessi di soggiorno permanenti.

Ma potrebbero nascere problemi perfino per gli stessi sacerdoti russi inviati a studiare a Roma o in altre facoltà teologiche all’estero, le cui attività verranno monitorate in modo particolare per verificare gli eventuali “segni di estremismo”. Ricordiamo che, come nel caso dei Testimoni di Geova, anche le interpretazioni delle Sacre Scritture “difformi dalla tradizione” possono essere considerate “estremistiche”. Non esistendo una versione “ufficiale” della Bibbia nella tradizione ortodossa, se non quella antica in lingua slava-ecclesiastica, la questione dell’interpretazione si presta a trattazioni ambigue e diversificate.

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