30 Luglio 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 23/05/2011
CINA
Non cedono i cristiani di Shouwang: pregano in piazza, la polizia li arresta
Per la settima domenica consecutiva la polizia arresta i fedeli, compresi vecchi e bambini di 2 anni. Esperti: le autorità potrebbero proibire il gruppo e incarcerare i leader. Pechino appare decisa a stroncare qualsiasi dissenso, specie religioso.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – I fedeli della Chiesa protestante di Shouwang ieri si sono riuniti per pregare in piazza, nella zona commerciale di Zhongguancun a Pechino, e la polizia li ha arrestati. Per la settima domenica consecutiva.

Tra gli arrestati ci sono una donna di oltre 80 anni e un bambino di 2, secondo testimoni oculari. Questi due sono stati rilasciati nel pomeriggio, ma molti altri fedeli sono rimasti in carcere.

In queste settimane la polizia ha arrestato centinaia di fedeli, 169 la prima domenica 10 aprile e oltre 50 la seconda, e poi ogni domenica. In genere, costoro sono posti agli arresti domiciliari per il fine settimana per impedire loro di riunirsi per pregare. Sono pure agli arresti domiciliari 6 leader della Chiesa, da oltre un mese e mezzo.

Dal 10 aprile i fedeli si riuniscono in strada per tenere la funzione domenicale, dopo che le autorità li hanno fatti cacciare dai locali affittati. La Chiesa da anni ha chiesto il riconoscimento e nel 2009 ha comprato un edificio di 1.500 metri quadri per le sue attività, ma le autorità le impediscono di entrarci. In questi anni la polizia ha più volte fatto cacciare la Chiesa da locali in affitto e ogni volta i fedeli hanno pregato all’aperto fino a che non trovavano un’altra sistemazione.

Questa volta la polizia agisce con estrema durezza e analisti temono che, se prosegue il confronto, le autorità possano proibire la Chiesa e incarcerarne i leader. Ma i fedeli ripetono che continueranno a riunirsi in pubblico, finché non avranno un altro luogo dove stare.

La Chiesa di Shouwang è una della maggiori chiese “domestiche”, con oltre mille seguaci, per cui la persecuzione è ancora più significativa. Pechino pretende che tutti i cristiani protestanti aderiscano al “Movimento delle Tre Autonomie”, organo interconfessionale controllato dal Partito comunista. I cristiani sotterranei però rifiutano questo controllo e rivendicano liberà nelle questioni religiose.

In Cina vi sono più cristiani protestanti non ufficiali (circa 80 milioni) che membri del Movimento delle tre autonomie (circa 20 milioni). Per timore che la situazione sfugga di mano al Partito, da quasi quattro anni è in atto una campagna  per eliminare le comunità sotterranee o farle confluire nelle comunità ufficiali.

La serie di arresti di cristiani protestanti coincide con una serie di arresti di attivisti democratici e avvocati per i diritti umani. Pechino teme che ogni movimento non controllato dal Partito possa scatenare la scintilla di una “rivoluzione dei gelsomini” simile a quella che sta scuotendo l’Africa del Nord e il Medio oriente. Tale timore è causato dal fatto che molti attivisti per i diritti umani si sono convertiti al cristianesimo.

Nelle settimane scorse il “problema” di Shouwang ha suscitato anche reazioni internazionali. Ma Pechino appare procedere sicura per la strada di una totale repressione, seppure non spieghi perché riunirsi in maniera pacifica all’aperto per pregare sia illegale.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
18/04/2011 CINA
La polizia cinese arresta di nuovo i fedeli che pregano in piazza
02/03/2006 Cina
Polizia sgombra con la forza una scuola biblica nell'Anhui: 36 arresti
26/04/2011 CINA
Pasqua in carcere per i cristiani cinesi di Shouwang
06/06/2011 CINA
Senza sosta gli arresti dei fedeli di Shouwang e di altre chiese cristiane
20/04/2011 CINA
Chiesa di Shouwang: Celebriamo la Pasqua, anche a costo dell’arresto

In evidenza
VATICANO
Il Papa su Medio Oriente, Iraq, Ucraina: "Fermatevi, ve lo chiedo con tutto il cuore! Fermatevi!"Il ricordo dei bambini, vittime delle guerre, "ai quali si toglie la speranza di una vita degna". Affrontare "ogni diatriba con la tenacia del dialogo e del negoziato e con la forza della riconciliazione". Domani, i 100 anni dallo scoppio della Prima guerra mondiale, "un giorno di lutto". Imparare le lezioni della storia. Il Vangelo ti fa conoscere Gesù vero, vivo; ti parla al cuore e ti cambia la vita, come per san Francesco di Assisi. "La gioia di avere trovato il tesoro del Regno di Dio traspare, si vede. Il cristiano non può tenere nascosta la sua fede".
IRAQ - VATICANO
Patriarca di Baghdad: Il cuore "sanguina" per gli innocenti in lraq, Siria e Gaza. Ed è "triste" per la timidezza del mondo civilizzatoMar Louis Sako invia un messaggio al card. Barbarin, in occasione della marcia di solidarietà con i cristiani dell'Iraq, che si tiene oggi a Lione. "Non ci dimenticate!".
VATICANO
Papa: sono con i cristiani perseguitati di Mosul e del Medio Oriente"Il Dio della pace susciti in tutti un autentico desiderio di dialogo e di riconciliazione. La violenza non si vince con la violenza. La violenza si vince con la pace!". All'Angelus Francesco ha commentato la parabola del buon grano e della zizzania. Dio è "paziente", sa che "la stessa zizzania, alla fine, può diventare buon grano". Ma "al tempo della mietitura, cioè del giudizio, i mietitori eseguiranno l'ordine del padrone separando la zizzania per bruciarla".

Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate