06/06/2011, 00.00
CINA
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Senza sosta gli arresti dei fedeli di Shouwang e di altre chiese cristiane

Ieri altri 20 fedeli della Chiesa di Shouwang sono stati arrestati, alcuni loro leader sono agli arresti domiciliari da oltre due mesi. Pechino vuole stroncare qualsiasi attività religiosa al di fuori del controllo del Partito comunista.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La polizia ha arrestato ieri altri 20 membri della chiesa cristiana di Shouwang, quando hanno cercato di pregare insieme in piazza a Pechino. Nel Paese è in corso una durissima repressione contro i membri delle chiese “domestiche”, con arresti dei leader e persecuzioni contro i seguaci.

I fedeli di Shouwang si riuniscono in piazza per pregare da domenica 10 aprile, dopo che le autorità li hanno fatti cacciare dai locali in affitto dove si riunivano. Negli anni scorsi già altre volte la polizia li aveva mandati via dai loro locali e i seguaci avevano pregato in piazza fino a trovare una nuova sistemazione. Questa volta la polizia ogni domenica, compresa Pasqua, ha arrestato chi prega in piazza, anche bambini di pochi anni e vecchi di oltre 70 anni.

Il pastore Jin Tianming, fondatore della chiesa e agli arresti domiciliari da 9 settimane, spiega che la polizia ha arrestato centinaia di loro. Prima del 4 giugno, anniversario del massacro di Piazza Tiananmen nel 1989, decine di fedeli sono stati convocati dalla polizia e minacciati o posti agli arresti domiciliari per più giorni, per evitare proteste e preghiere pubbliche.

La persecuzione della polizia è arrivata a colpire le vite personali di alcuni seguaci, con minacce di far loro perdere il lavoro, e sta ottenendo risultati. Jin ha detto che 4 leader della chiesa, tra cui un pastore e due diaconi, si sono dissociati dalla decisione di riunirsi a pregare in piazza. In una lettera ai fedeli, Jin ha commentato che “l’andata via dei nostri colleghi ha scosso l’intera Chiesa, come  un terremoto”. Ma ha anche insistito che la Chiesa, che conta circa 1.000 seguaci ed è tra le maggiori chiese “domestiche”, è salda.

La Chiesa di Shouwang nel 2009 ha anche acquistato un edificio di 1.500 metri quadrati per le sue attività, ma le autorità ne impediscono la consegna.

Le autorità stanno colpendo le maggiori chiese domestiche, per stroncare la loro attività esterna al Movimento per le tre autonomie, controllato dal Partito comunista. La settimana scorsa la China Aid Association ha denunciato l’arresto “amministrativo” del pastore Shi Enhao, vicepresidente della Chinese House Church Alliance, detenuto per 12 giorni presso il carcere di Suqian (Jiangsu).

Anche Chang Meiling, pure seguace della Chca, è stata mandata a 12 giorni di detenzione amministrativa, irrogata senza processo.

In Cina vi sono più cristiani protestanti non ufficiali (circa 80 milioni) che membri del Movimento delle tre autonomie (circa 20 milioni). Per timore che la situazione sfugga di mano al Partito, da quasi quattro anni è in atto una campagna  per eliminare le comunità sotterranee o farle confluire nelle comunità ufficiali.

Gli arresti di cristiani protestanti coincide con una serie di detenzioni di attivisti democratici e avvocati per i diritti umani. Pechino teme che ogni movimento non controllato dal Partito possa scatenare la scintilla di una “rivoluzione dei gelsomini” simile a quella che sta scuotendo l’Africa del Nord e il Medio oriente. Tale timore è causato dal fatto che molti attivisti per i diritti umani si sono convertiti al cristianesimo.

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