06/04/2021, 08.50
IRAN - USA
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Nucleare, Teheran e Washington pronte a tornare al tavolo dei negoziati

Analisti ed esperti parlano di “piccolo passo in avanti” incoraggiante. Oggi a Vienna potrebbero aprirsi colloqui indiretti, mediati dall’Unione europea. Per incontri diretti manca ancora il via libera dell’ayatollah Khamenei. Ma sul futuro dei negoziati pesano questioni irrisolte come il sostegno ad Hamas, Hezbollah e Assad.

Teheran (AsiaNews/Agenzie) - La notizia è filtrata nei giorni scorsi e potrebbe rappresentare una svolta: Teheran e Washington sarebbero pronte ad avviare un tavolo di negoziati per cercare di salvare l’accordo internazionale sul nucleare iraniano (Jcpoa). Gli incontri potrebbero iniziare oggi a Vienna, capitale dell’Austria, alla presenza dei rappresentanti dei due Paesi, oltre a funzionari di alto livello europei, russi e cinesi. 

A sbloccare la situazione di stallo, una videoconferenza tenuta il 2 aprile scorso e organizzata dall’Unione europea (Ue) fra i firmatari dell’accordo, con la sola eccezione degli Stati Uniti, per cercare di sbloccare il dossier. Nel caso fosse confermato, questo incontro potrebbe rappresentare la svolta che mette fine a una situazione di stallo e apre la via a una nuova era post-Trump, che l’attuale inquilino della Casa Bianca Joe Biden ha più volte affermato di voler archiviare.

Di recente Teheran ha violato in maniera progressiva i termini del patto, allentando le restrizioni sulle attività nucleari. I primi passi in questa direzione risalgono al 2019, in risposta al ritiro nel maggio 2018 da parte dell’allora presidente Usa Donald Trump dal Jcpoa e alla reintroduzione delle più dure sanzioni della storia, determinando un crollo dell’economia iraniana. 

Interpellato da L’Orient-Le Jour (LOJ) Ali Fathollah-Nejad, esperto di Iran e collaboratore del Centro studi per la cooperazione internazionale e lo sviluppo (Cecid) all’università di Bruxelles, definisce il possibile incontro “un piccolo passo in avanti”. I tempi in cui esso si inserisce si inquadrano, aggiunge, “in un centro senso nell’urgenza dell’Europa e forse degli Stati Uniti” di affrontare la questione, anche in considerazione dell’accelerazione impressa al programma nucleare dagli ayatollah. 

L’apertura di colloqui mediati dall’Unione europea rappresentano un progresso, sebbene si tratti di “incontri indiretti” perché sinora la guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, “non ha concesso l’autorizzazione a dialoghi di alto livello” precisa Ali Fathollah-Nejad. “Le delegazioni americana e iraniana - aggiunge l’esperto - dovrebbero comunicare mediante intermediari europei” prima di impegnarsi in scambi diretti se “gli iraniani si riterranno soddisfatti dal calendario americano per la revoca delle sanzioni”. Fra i possibili ostacoli alla trattativa, l’intenzione Usa di inserire altre questioni fra cui il sostegno a gruppi sciiti nella regione (Hezbollah e Hamas) e al presidente siriani Bashar al-Assad. 

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