10/09/2012, 00.00
INDIA
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Nucleare di Kudankulam: dopo un anno di proteste, la gente soffre la fame

di Nirmala Carvalho
Per fermare la costruzione dell’impianto, i pescatori rinunciano ad andare in mare, a scapito della loro sopravvivenza. Ieri nuovi momenti di tensione tra 3mila attivisti anti-nucleare e 4mila poliziotti. Nessuna violenza. Un sacerdote locale: “Si profila una crisi umanitaria di grandi dimensioni”.

Mumbai (AsiaNews) - "Da 392 giorni questa gente, tutti pescatori giornalieri, soffrono la fame e la miseria pur di continuare la loro protesta pacifica contro la centrale nucleare di Kudankulam. È in gioco il loro diritto alla vita e alla sopravvivenza". A parlare con AsiaNews è p. X. D. Selvaraj, attivista sociale, che da oltre un anno insieme alla comunità locale si batte per fermare la costruzione dell'impianto nello Stato del Tamil Nadu. I manifestanti, per lo più cattolici, spesso rinunciano ad andare in mare pur di portare avanti la protesta. Per la prima volta dopo mesi, ieri la contestazione ha attraversato momenti di tensione, che però non è sfociata in violenze o arresti.

Nel pomeriggio di ieri, la polizia ha fermato circa 3mila manifestanti - fra i quali donne e bambini - che tentavano di raggiungere la centrale, per impedire l'arrivo di carburante ai reattori. Sotto la guida del People's Movement Against Nuclear Energy, qualche ora prima la gente è riuscita a marciare verso l'impianto, costringendo le forze dell'ordine a disporre quasi 4mila agenti in tutta la zona. Giunti a 1500 metri dal reattore, il sovrintendente di polizia Vijayendra Bidari ha raggiunto la testa del corteo, spiegando ai manifestanti che la loro protesta era illegale, ma che avevano il diritto di presentare una denuncia all'Alta corte di Madras. La gente è allora defluita verso la vicina spiaggia di Pariyamulli. "Non era nostra intenzione - spiega il sovrintendente ad AsiaNews - arrestare qualcuno. Il nostro obiettivo non sono donne e bambini innocenti, ma individuare chi ha organizzato la manifestazione di ieri, sapendo che era illegale".

Per p. Selvaraj, a Kudankulam "si profila una crisi umanitaria di grandi dimensioni. I più poveri tra i poveri sono colpiti da quanto sta accadendo. Questi pescatori sono stati ingannati dal governo del Tamil Nadu, che prima ha sostenuto la loro causa e poi ha voltato loro le spalle. La gente vuole che i suoi leader ascoltino le loro richieste, ma né lo Stato, né il governo centrale è disponibile a farlo. Il loro unico obiettivo è aprire quell'impianto nucleare".

Firmato nel 1988 ma avviato solo nel 1997, il progetto dell'impianto nucleare russo di Kudankalam ha subito diversi rinvii, a causa dei ritardi nella fornitura di componenti e dell'ostruzionismo della gente. L'11 settembre 2011, più di 127 persone del villaggio di Idinthakarai hanno iniziato a digiunare in segno di protesta. Dopo 12 giorni, la gente ha interrotto lo sciopero della fame per le promesse (non mantenute) di J. Jayalitha, chief minister dello Stato, che aveva garantito di fermare il progetto. 

 

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