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    » 28/05/2012, 00.00

    SIRIA

    Nunzio apostolico: contro il massacro di innocenti, non basta la condanna dell'Onu



    Le Nazioni unite hanno condannato troppo tardi la barbara uccisione di bambini in corso da gennaio. Il massacro di 108 persone fra cui 49 fanciulli è solo l'ultimo di una lunga serie. Mons. Zenari invita l'Onu a sostenere le iniziative di pace che stanno promuovendo ad Homs i leader religiosi alawiti, sunniti, cattolici e ortodossi.

    Damasco (AsiaNews) - "Il massacro di bambini innocenti è un crimine insopportabile, che getta una nuova ombra su questa orribile guerra. Tuttavia, le reazioni indignate degli organi internazionali non bastano. L'Onu deve sostenere e dare voce alle iniziative delle comunità siriane, che tentano di reagire alle violenze in modo costruttivo e non con la vendetta". È quanto dice ad AsiaNews, mons. Mario Zenari, Nunzio apostolico a Damasco, che condanna il massacro di 108 persone, fra cui 49 bambini, avvenuto fra il 25 e il 26 maggio a Houla, a nord della città di Homs.

    Secondo il prelato, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha atteso troppo tempo per condannare questi massacri di innocenti che continuano senza sosta da mesi. Le stesse fonti Onu parlano di oltre 500 bambini uccisi dall'inizio dell'anno. "Non importa chi sia l'autore di queste stragi - continua il prelato - la spirale di sangue e violenza deve cessare".

    Oggi, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, ha condannato l'uccisione dei civili sottolineando l'urgenza di un'indagine accurata sui fatti. I quindici membri del Consiglio hanno attribuito la responsabilità del bombardamento di Houla a entrambi le parti, dopo il no della Russia a una condanna unilaterale contro il regime di Bashar al-Assad. Domani, Kofi Annan, inviato speciale di Onu e Lega araba, incontrerà il presidente siriano per ridefinire gli obiettivi del cessate il fuoco, iniziato il 12 aprile e a tutt'oggi mai rispettato.

    "Gli osservatori Onu non stanno facendo molto - racconta mons. Zenari - e vi è poca fiducia fra la popolazione sui risultati concreti del piano di Kofi Annan. La popolazione sta tentando di organizzarsi da sola per trovare soluzioni alternative". In questi giorni a Homs, una delle città simbolo della rivolta contro il regime, i leader cristiani cattolici e ortodossi, alawiti, sunniti e rappresentanti della società civile,  hanno organizzato una serie di incontri per cercare una soluzione non violente al conflitto. "L'idea - aggiunge il nunzio - è quella di dare un segno di speranza ai siriani e invitarli a mettersi in gioco e a reagire in modo costruttivo e pacifico, contro chi vuole distruggere il Paese". Tali iniziative continueranno nei prossimi giorni e saranno proposte anche in altre città della Siria. (S.C.)

     

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