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  • » 12/01/2005, 00.00

    cina

    Nuovi regolamenti sulle religioni: qualche novità, ma tutto è come prima



    Forse l'unica novità è l'apertura alla chiesa ortodossa russa e alla comunità ebraica.

    Pechino (AsiaNews/Scmp) – La maggior parte degli analisti ritiene che i nuovi regolamenti religiosi pubblicati dal governo il mese scorso, contengono alcuni elementi di novità, ma essi sono ancora più restrittivi delle norme passate.

    I nuovi regolamenti (cfr. AsiaNews.it del 20 dicembre 2004) saranno varati il prossimo 1° marzo e cancellano i regolamenti stabiliti nel '94, che danno indicazioni sulla registrazione dei luoghi per attività religiose e sulle attività religiose degli stranieri. Fra gli elementi positivi vi è il fatto che il regolamento ha valore nazionale. Finora, oltre ai regolamenti del '94, le attività religiose, l'apertura di chiese e templi, le nomine del personale erano gestiti a livello provinciale con almeno 50 tipi di regolamenti diversi. Le nuove regole unificano perlomeno il trattamento per tutti i fedeli di tutte le religioni in ogni luogo del paese.

    Un altro elemento importante è che in nessuna parte dei nuovi regolamenti si citano le 5 religioni riconosciute dal governo. Finora in Cina sono considerate "ufficiali" e legali 5 comunità: buddisti, taoisti, musulmani, cattolici, protestanti. Alcuni esperti fanno notare che la mancanza di esplicita citazione delle 5 religioni, apre forse il campo al riconoscimento di altre comunità di fedeli. Fra queste, la chiesa ortodossa russa e la comunità ebraica hanno chiesto da tempo il riconoscimento ufficiale. Anche il movimento di Falun Gong ha chiesto da anni di essere riconosciuto ufficialmente, ma il governo lo ha bocciato come "culto malvagio", nocivo "alle persone" e "allo stato".

    Al di là di questi pochi elementi di novità, a detta di molti cristiani cinesi, i nuovi regolamenti sono soltanto "una riedizione moderna delle regole passate". Grazie ai nuovi regolamenti vi sarà un controllo ancora più accanito delle attività religiose, perché viene accresciuto il potere di controllo del governo locale su personale ed economia delle comunità.

    Un cristiano ha dichiarato: "Sotto Jiang Zemin [ex presidente – ndr], al di là della sua sincerità, vi è stato davvero il tentativo di trovare un modo di rapportarsi con i gruppi religiosi. I nuovi regolamenti manifestano il tono perentorio e senza compromessi di Hu Jintao". Dello stesso parere un accademico: "le autorità stanno giocando con le parole: i nuovi regolamenti sono più o meno uguali a quelli vecchi".

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