03/06/2004, 00.00
ISRAELE-PALESTINA-TERRASANTA
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Nuovo Custode, ben accolto da leader religiosi e politici

 

Gerusalemme (AsiaNews) - Per i cristiani, non solo cattolici, è stato un momento di gioia, se non di festa, al quale la comunità internazionale ha voluto essere presente, come il sindaco ebraico di Gerusalemme. Si è caratterizzato così l'ingresso del nuovo Custode di Terrasanta, padre Pierbattista Pizzaballa, che ha visto ripetersi un cerimoniale che è previsto e minuziosamente riprodotto da secoli.

P. Pizzaballa, in un discorso di saluto e ringraziamento, ha fatto cenno al suo intento fare del binomio continuità-innovazione la linea guida del suo futuro operato. Nessun riferimento, invece, alla triste situazione di Israele, forse fuori luogo in un momento che voleva essere solo di gioia. L'aria di festa è stata infatti un'eccezione nel clima generale di angoscia, ansia e preoccupazione in cui attualmente versa la Chiesa. Oltre alla crisi dei visti non ancora risolta, la stessa Custodia francescana e le altre numerose istituzioni cattoliche nel quartiere cristiano di Gerusalemme, si trovano minacciate dai piani governativi di chiudere al transito la Porta Nuova, unico ingresso per i veicoli, comprese le autovetture di rappresentanza e le ambulanze. Così che il neo Custode rischia, appena entrato, di trovarsi sbarrata la porta di casa.

Già mercoledì pomeriggio a Gerusalemme, quando c'è stato l'ingresso nella chiesa di San  Salvatore, Chiesa madre della Custodia di Terra Santa  e chiesa parrocchiale dei latini di Gerusalemme, p. Pizzaballa era stato accolto alla porta di Giaffa da decine di frati francescani della Custodia, ospiti venuti dall'estero e con loro l'incaricato d'affari della rappresentanza pontificia, arcivescovi e vescovi cattolici e non, abati, religiosi, religiose, sacerdoti e una gran folla di fedeli laici di tutte le chiese cattoliche e non e rappresentanti dei patriarchi. Il padre Custode ha poi tenuto un discorso in diverse lingue in cui ha espresso il suo stupore per la scelta della sua persona all'ufficio, ha ringraziato il suo predecessore, padre Battistelli e ha promesso di fare tutto il possibile per essere fedele alle aspettative della Chiesa e della fraternità. Si è inoltre congedato, in ebraico, dai suoi fedeli della succursale parrocchiale che aveva curato negli ultimi anni, quella di espressione ebraica, garantendo di rimanere sempre molto vicino a loro nello spirito, anche se separato fisicamente dai doveri del nuovo ufficio.

Significativa poi la presenza di consoli anche di Paesi  non cattolici, come il console generale degli Stati Uniti, segno evidente di sostegno alla Chiesa da parte della comunità internazionale che in questo modo ne riconosce anche il valore della presenza in Terra Santa.

Anche l'incontro di oggi pomeriggio, per l'entrata al Santo Sepolcro, è stata caratterizzata da "gioiosa serenità" e dalla presenza di molti rappresentanti ecclesiali e diplomatici. P. Pizzaballa era accompagnato da numerosi confratelli, membri consolari, prelati, sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli laici. La comunità francescana di stanza al santo Sepolcro e i rappresentanti delle confessioni greco-ortodossa e armeno-ortodossa hanno accolto il Custode all'entrata della basilica. Gli ortodossi partecipano anch'essi all'ufficiatura del massimo luogo santo della cristianità. I greci chiamano il santo Sepolcro "Basilica della Resurrezione".

Dopo i riti liturgici speciali è seguita la solenne processione all'interno della Basilica, guidata dal Custode. Il Custode di Terrasanta, porta il titolo di "Guardiano del Santo Sepolcro di Nostro Signore Gesù Cristo". Questo titolo risale al tempo in cui i reali di Napoli acquistarono il permesso per i francescani di custodia del S. Sepolcro.

Domani il nuovo Custode compirà, sempre secondo le antiche consuetudini, l'entrata nella città di Betlemme e nella Basilica della Natività.

 

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