01/07/2008, 00.00
ISRAELE-SIRIA
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Nuovo round negoziale indiretto, oggi, tra Israele e Siria

I colloqui in Turchia, che svolge il ruolo di mediatore. Damasco chiede il coinvolgimento degli Usa e quindi aspetta che Bush lasci la Casa bianca. In Israele va avanti il progetto per sottoporre a referendum qualsiasi concessione territoriale.
Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Terzo round di negoziati indiretti tra Israele e Siria con mediazione turca, oggi ad Istanbul. Il clima appare di attesa, anche se il fatto stesso della prosecuzione dei colloqui è positivo. Due, al momento, gli aspetti emergenti: la prospettiva di passare ad incontri diretti, che i siriani vogliono legare ad un “profondo” coinvolgimento degli Stati Uniti e la minaccia rappresentata da un possibile referendum in Israele sulla “cessione” alla Siria delle Alture del Golan. Al primo passaggio, la legge che lo prevede ha avuto una vasta maggioranza di voti favorevoli.
 
Alloggiate in due differenti alberghi di Istanbul, con il mediatore turco a fare la spola, le delegazioni oggi si occuperanno di “questioni tecniche” e molto difficilmente affronteranno il nodo del problema, il passaggio cioè a trattative dirette. La Siria vuole la restituzione totale delle Alture, importanti strategicamente e ricche di acque, prese da Israele durante la guerra del 1967 ed offre in cambio la pace. Di fronte a sondaggi che mostrano la contrarietà degli israeliani a restituirle, il premier Ehud Olmert ha usato termini abbastanza vaghi sulla questione territoriale. Ha però aggiunto che il suo Paese vuole una presa di distanza di Damasco dall’Iran e dai movimenti “terroristici”, cioè Hezbollah e Hamas.
 
A tale proposito, l’ambasciatore europeo in Israele, Ramiro Cibrián-Uzal, ha confermato ieri quanto proviene da fonti siriane e cioè che i colloqui diretti difficilmente potranno avere il via, senza un pieno coinvolgimento degli Stati Uniti e che questo appare improbabile prima della elezione del prossimo presidente, visto lo scetticismo mostrato da George Bush su tale trattativa.
 
Ieri peraltro, il presidente siriano Bashar Assad ha definito “generalmente positivo” il clima politico in Israele, ma non quello in Medio Oriente ed ha chiesto all’Europa di “rinnovare il suo ruolo nella regione, specialmente sul processo di pace arabo-israeliano”. Un passo in tal senso potrebbe aversi il 13 luglio a Parigi, in occasione del vertice dell’Unione del Mediterraneo, al quale prenderanno parte, tra una cinquantina di capi di Stato e di governo, anche Assad e Olmert. I siriani hanno già escluso che quella possa essere l’occasione per dare il via a colloqui diretti, ma non è stato escluso che i due possano comunque parlarsi. Di certo, prima di quella data, le due delegazioni torneranno ad incontrarsi “indirettamente”.
 
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