10/09/2018, 13.52
INDIA
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Orissa, le vittime delle violenze anti-cristiane celebrano la Natività di Maria, protettrice in tempo di persecuzione

di Purushottam Nayak

Circa 3mila fedeli hanno ricordato le violenze del 2004 e del 2008. P. Singh: Maria intercede per noi soprattutto in tempo di paura. Sopravvissuta alle violenze del 2008: "anche se poveri, siamo fermi nella fede".

Raikia (AsiaNews) – Circa 3mila fedeli si sono riuniti per celebrare la Natività di Maria ieri, nella chiesa di Raikia, Nostra Signora della Carità, che nel 2004 e nel 2008 fu oggetto di un violento episodio di vandalismo. I cinque sacerdoti cattolici e le 10 religiose hanno pregato con la comunità Maria Vergine. “Dio ha scelto Maria come Madre del nostro salvatore Gesù Cristo – ha detto durante la celebrazione p. Manoranjan Singh, una vittima di violenze anti-cristiane del 2008 – che intercede con costanza per noi in tempo di bisogno e necessità, in particolare in tempo di persecuzione, paura e minaccia”.

I bambini hanno acceso candele e condotto la processione dall’esterno dell’edificio fino all’altare. A seguire, anche la Bibbia è stata portata in processione.

La Chiesa è stata oggetto di violenze nel 2004 e nel 2008. Nel 26 agosto 2004, l’edificio è stato vandalizzato da un gruppo di 300 fondamentalisti indù. Al tempo, la Vijay High School della parrocchia aveva ottenuto il permesso di piantare alberi e costruire un recinto intorno all’edificio. Un gruppo di commercianti locali indù si opposero alla decisione. Il 26 agosto, uno swami, Lakshmanananda, guidò circa 1.000 persone contro le nuove istallazioni, spingendoli a distruggere e sradicare. Quando un gruppo di cristiani, soprattutto donne, protestarono per l’atto violento, i più radicali si scagliarono contro la chiesa, urlando slogan come “Eliminare il cristianesimo” e “Uccidere tutti i cristiani”. Il gruppo di fedeli fuggì per salvarsi, ma questo non fermò la furia degli estremisti: essi picchiarono e minacciarono i sacerdoti, distrussero la porta principale, urinarono sull’altare, distrussero statue, immagini sacre e il crocifisso, e gettarono le ostie a terra. I vandali colpirono anche gli strumenti musicali, le vesti e diedero fuoco alla Bibbia e altri testi sacri. La violenza investi anche numerose abitazioni dei cattolici. Tutti i leader della Chiesa condannarono gli atti criminali. La persecuzione continuò nel villaggio, e nel 2008 si verificò il più grave crimine contro i cristiani dalit e adivasi del Khandamal. Le basse caste sono da sempre nel mirino dei fondamentalisti, che li vogliono al di fuori dalla società.

Per p. Singh, Maria Madre è stata al fianco dei fedeli nei momenti più difficili della violenza anti-cristiana. “Non siamo nati per caso o per errore – ha aggiunto p. Pradosh Nayak – perché dietro ogni nascita di essere umani vi è un motivo. Maria Madre era predestinata a svolgere un più grande ruolo nella storia della salvezza cristiana. Lasciamoci ispirare dalle sue virtù di onestà, semplicità, santità e prontezza a dire sì alla volontà di Dio”. “Noi riceviamo benedizioni, sapienza, saggezza, salute e sicurezza per intercessione della Madonna,” dice Priya Rani, studentessa del primo anno di scuole media.

Jasinta Naya, sopravvissuta alle violenze del 2008, commenta: “La mia fede è governata da Dio e questa fede diventa sempre più forte ogni giorno, quando recito il rosario”. E conclude: “I cristiani saranno pure poveri in ricchezza, ma siamo fermi nella fede cristiana, cosa che i fondamentalisti non riescono a tollerare”.

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