06/05/2010, 00.00
RUSSIA

Ortodossi: L’Europa lascia libertà di critica contro le religioni, ma le censura nella società

È la risposta al segretario generale del Consiglio d'Europa, Thorbjorn Jagland, che ha definito “miti” il credo delle religioni. Per il Patriarcato di Mosca l’Europa che si vanta della “libertà di espressione”, restringe il diritto dei credenti ad esprimere le proprie idee nella società, in particolare su bioetica e matrimoni omosessuali.

Mosca (AsiaNews) – L'Europa applica due pesi e due misure nel trattare della libertà di espressione nella società. É l'accusa del Patriarcato russo-ortodosso di Mosca, preoccupato che questo diritto fondamentale non venga applicato completamente alle comunità religiose. “Nel mondo occidentale spesso si afferma il diritto di criticare ogni punto di vista religioso, ma allo stesso tempo si censurano i simboli della fede e l'approccio religioso alla vita politica e sociale dei cittadini”, ha dichiarato all'agenzia Interfax il vice capo del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato, l'igumeno Philipp Ryabykh.

Il sacerdote ha così commentato le parole del segretario generale del Consiglio d'Europa, Thorbjorn Jagland, secondo cui le critiche ai governi e alle religioni, “ai loro miti e idee”, incontrano le norme democratiche europee. La visione religiosa di molti problemi, continua Ryabykh, “spesso non è considerata allo stesso modo di quella basata sul metodo scientifico o l'umanesimo, e anzi è relegata alla sfera della mitologia; un insulto per le persone credenti”.

Il sacerdote fa notare, inoltre, che “il linguaggio religioso è censurato nella vita pubblica, così il Natale diventa una semplice vacanza stagionale, l'albero di Natale è rimosso dai luoghi pubblici come pure il presepe, finché si arriva a proporre di rimuovere anche il crocifisso dalle scuole”. L'Europa “che spesso chiede di rispettare la libertà d'espressione, restringe il diritto dei credenti ad essere presenti nella società con le loro opinioni”.

Padre Philipp chiede di garantire il diritto delle comunità religiose ad esprimere liberamente le loro istanze sulle questioni di bioetica o dei matrimoni omosessuali: “Se riusciremo a costruire una società in cui anche i credenti e i religiosi potranno liberamente esprimersi, avremo raggiunto il risultato desiderato per l'Europa”.

In un suo recente articolo Jagland ha ribadito: “La libertà di parola ed espressione è l'essenza dell'identità europea”.

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