16/08/2017, 08.59
LIBANO - BURKINA FASO
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Ouagadougou, tre libanesi fra le 18 vittime dell’attacco terrorista al ristorante turco

Nabih Berri condanna l’attentato ed esprime “condoglianze e dolore” ai parenti delle vittime. L’attentato è solo l’ultimo di una lunga striscia di sangue che ha colpito l’Africa occidentale. Nel mirino dei terroristi interessi economici e attività di stranieri operativi da tempo nella regione.

Beirut (AsiaNews/Agenzie) - Vi sono anche tre cittadini libanesi fra le 18 vittime - almeno otto gli stranieri - dell’attacco terrorista a un ristorante turco della notte del 14 agosto scorso in Burkina Faso. La conferma è arrivata in queste ore dai vertici governativi a Beirut, che hanno diffuso i nome dei connazionali rimasti uccisi: si tratta di Ahmed al-Beli, Mohsen Fneish e sua moglie di origine canadese e incinta al momento dell’attacco. 

Il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri ha condannato l’attacco ed espresso “condoglianze e dolore” alle famiglie “delle vittime di tutte le nazionalista e, in particolare, dei libanesi” che avevano espatriato “in cerca di lavoro e di una vita decente all’estero”. Egli ha quindi rilanciato una “lotta globale” al terrorismo e coordinata dalle Nazioni Unite.  

I tre cittadini libanesi sono rimasti uccisi durante gli scontri a fuoco fra terroristi e forze di sicurezza  a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. In una nota il ministero degli Esteri di Beirut sottolinea che ha attivato “tutte le procedure” per “trasportare i cadaveri in Libano”. 

L’attentato al ristorante turco Aziz Istanbul del 14 agosto è solo l’ultimo di una lunga striscia di sangue che ha investito la regione dell’Africa occidentale; nel mirino dei miliziani jihadisti gli stranieri e i locali da essi frequentati. 

Finora non vi sono rivendicazioni ufficiali; gli attentatori hanno colpito quando il locale era affollato da clienti intenti a guardare le partite di calcio in televisione. Le forze di sicurezza locali hanno lanciato un contrattacco per fermare i terroristi, innescando un scontro a fuoco nell’area adiacente il locale che si è protratto fino alla mattina. 

Due le vittime fra gli assalitori; nel novero dei 22 feriti totali vi sono anche cinque agenti dei reparti della sicurezza.

L’Aziz Istanbul si trova poco distante dal caffè “Cappuccino” dove, nel gennaio 2016, un attacco estremista rivendicato da al Qaeda nel Maghreb (Aqim) ha causato 30 vittime e 71 feriti, in grande maggioranza stranieri. A dicembre decine di soldati sono stati uccisi in un assalto ad una base militare nel nord del Paese. Dal 2015 non si hanno inoltre notizie di un cittadino australiano e di un romeno, sequestrati in Burkina Faso da gruppi estremisti di matrice islamica affiliati ad al Qaeda. 

Secondo le testimonianze, gli assalitori sarebbero arrivati a bordo di pick-up. Testimoni locali raccontano che gli assalitori erano “molto giovani” e armati di AK47. Fra le persone uccise vi sono anche sette locali, due cittadini del Kuwait, un francese e un turco. Altre tre persone sono tuttora in attesa di riconoscimento.

Per Sean Smith, analista ed esperto di Africa, l’attacco al ristorante è una prova che “la minaccia del terrorismo aleggia su gran parte della regione del Sahel”. Sebbene la maggior parte delle violenze siano concentrate lungo il confine settentrionale con il Mali, l’assalto al ristorante turco “mostra che gli estremisti di matrice islamica possono colpire anche nella capitale a proprio piacimento”. Fra gli obiettivi degli attentatori vi sono proprio interessi economici e cittadini stranieri, da tempo nel continente per affari e commercio. (DS)

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