03/06/2019, 16.02
COREA
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P. Hammond: Nordcoreani ‘stremati’ da sanzioni, carestie e malattie

Lo scorso mese, il superiore regionale dei missionari Maryknoll ha preso parte ad una missione umanitaria. La delegazione della Eugene Bell Foundation si è presa cura di circa 3mila persone affette da tubercolosi multifarmacoresistente. La Corea del Sud è divisa sull’invio di aiuti alimentari: “È necessario che vi sia compassione: bisogna rischiare”.

Seoul (AsiaNews) – I nordcoreani sono “stremati dalle sanzioni”; l’emergenza alimentare che investe il Paese rende sempre più difficili le loro condizioni di vita e rende endemiche malattie legate alla malnutrizione. Lo dichiara ad AsiaNews p. Gerard Hammond, superiore regionale dei missionari Maryknoll (Mm) in Corea. Il sacerdote 85enne è membro dell’Ong cristiana Eugene Bell Foundation (Ebf), che da anni si occupa della cura e del sostegno ai malati di tubercolosi in Corea del Nord. Tra il 23 aprile ed il 14 maggio scorsi, p. Hammond ha preso parte ad una missione umanitaria organizzata da Ebf. Oltre ad un giovane confratello, ne hanno fatto parte altri quattro sacerdoti: un missionario francese della Società per le missioni estere di Parigi (Mep), un prete italiano degli Oblati (Omi) e due missionari messicani di Guadalupe (Mg).

Lo scorso 17 maggio, i media di Stato nordcoreani hanno riferito che le precipitazioni nel Paese sono scese al livello più basso in oltre 100 anni. La siccità in corso ha peggiorato la già grave carenza di cibo che affligge la popolazione. Da gennaio al 15 maggio scorsi, sul territorio nazionale sono caduti solo 56,3 millimetri di pioggia o neve. La Corea del Sud sta elaborando piani per fornire assistenza alimentare a Pyongyang, per contrastare l’emergenza e mantenere vivi i negoziati in stallo, nonostante i recenti test missilistici del Nord. Sulla base di una visita in Corea del Nord, all'inizio di maggio, il Programma alimentare mondiale (Wfp) e l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao) hanno riferito che la produzione agricola dell'anno scorso nel Paese ha toccato il livello più basso dal 2008; circa 10 milioni di persone, pari a circa il 40% della popolazione, si trovano nell’urgente bisogno di cibo.

“In Corea del Sud – afferma p. Hammond – vi è un grande dibattito se inviare o meno aiuti umanitari al Nord. Il Paese è diviso: alcuni sono convinti che Pyongyang possa rivendere gli alimenti spediti, come il riso. A mio avviso, questa è un’eventualità ma è necessario che vi sia compassione: bisogna rischiare. Ogni volta che visitiamo la Corea del Nord, i malati sono sempre più numerosi. La tubercolosi multifarmacoresistente è una malattia che prospera con la malnutrizione”. Nell’ultimo viaggio, la delegazione si è presa cura di circa 3mila persone affette da tubercolosi multifarmacoresistente (Mdr-tb), che hanno trovato accoglienza in 12 centri. Questi sono gestiti dal governo nordcoreano in collaborazione con Ebf e sono distribuiti in quattro province: North Pyongan, South Pyongan, North Hwanghae e South Hwanghae.

“I 12 centri di cui ci occupiamo – dichiara il superiore regionale Maryknoll – si trovano lungo la costa occidentale del Paese, dov'è concentrato circa un terzo della popolazione nordcoreana. Per raggiungere le strutture, è necessario passare per Pyongyang. Si può dire dunque che le mie osservazioni riguardano almeno metà Corea del Nord. Persino in questa che è la parte più prospera della nazione, la situazione è davvero difficile; lungo la costa orientale è persino peggio. Ovviamente, fanno eccezione gli abitanti della capitale. Ci troviamo nella stagione della semina, quindi l’attività agricola nei campi è frenetica. La popolazione si è presa cura dei terreni che circondano le proprietà e cerca di sfruttare ogni centimetro di terra per ottenere il miglior raccolto possibile. Tuttavia, in tutto il Paese si sono verificate sporadiche carestie e nelle campagne questo è molto visibile. Le persone comuni stanno soffrendo molto, per via delle sanzioni. Stanno stringendo la cintura, hanno bisogno di riso”.

Gli operatori di Ebf sono soggetti allo stretto controllo delle autorità nordcoreane. Ciò nonostante, riescono a collaborare con il personale governativo in modo efficace. “Purtroppo non possiamo scambiare troppe parole con i pazienti – afferma p. Hammond –. Io assisto il personale medico durante l'esecuzione del test dell'espettorato, quando i malati tossiscono per espellere il catarro. Attraverso questo esame, stabiliamo chi riceverà le medicine. Questo è il momento in cui i pazienti si sentono più vulnerabili, disperati. Loro sanno che alcuni di noi sono sacerdoti e ringraziano dicendoci: 'Grazie, per ciò che fate alle nostre vite' o 'Grazie per la speranza'. Sulle scatole che consegniamo loro, vi è apposto il nome del donatore. Su molte vi è scritto: 'Chiesa cattolica'. Per questo sanno che la Chiesa sta facendo qualcosa per loro. Noi però non facciamo proselitismo: i bisogni delle persone sono più importanti di religione e politica. Fungiamo da ponte tra le due Coree, cerchiamo quindi di creare un clima di fiducia che possa agevolare il lavoro di chi verrà dopo di noi”.

(Photo credit: Eugene Bell Foundation).

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