08/05/2018, 12.41
INDIA
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P. Joe Pereira: la chiamata alla santità anche per i tossicodipendenti, assetati di amore e di Dio

di Joe Pereira

Il sacerdote è il presidente della Kripa Foundation, Ong di Mumbai che recupera malati di Aids e tossicodipendenti. “In un mondo ricolmo di violenza e dipendenza, il papa ci aiuta a vedere il volto di Dio”. “La Chiesa ha bisogno di allontanarsi dalle vecchie forme fossilizzate del cristianesimo e di risvegliarsi a una spiritualità più vivace e piena di gioia a immagine di Gesù Maestro”.

Mumbai (AsiaNews) – “Un enorme capolavoro di autentica spiritualità nell’epoca presente”. Con queste parole p. Joe Pereira commenta la “Gaudete et exsultate” (Rallegratevi ed esultate), l’ultima esortazione apostolica di papa Francesco. Il sacerdote è il fondatore della Kripa Foundation, una Ong di Mumbai che da 37 anni si occupa del recupero di malati di Aids e tossicodipendenti. Egli ritiene che la sua fondazione rispecchi in pieno la dottrina dell’esortazione. “Il malato – afferma – nasce con sete di amore, di Dio e di santità, ma questa sete è frustrata in modo malvagio da varie dipendenze”. Poi aggiunge: “Come Madre Teresa, il Santo Padre considera che il percorso più potente verso la santità è lavorare al servizio dei poveri respinti ed emarginati con la gioia della vita, gioia dell’amore e gioia di servire curando gli altri”.

La Kripa (che in sanscrito significa “grazia”) Foundation è nata del 1981 a Bandra, un quartiere di Mumbai, e oggi ha 69 strutture in 12 Stati indiani. Collabora con altre associazioni sparse in Europa, Canada e Stati Uniti. Secondo p. Pereira, “il modello Kripa di recupero opera attraverso il corpo che è il tempio dello spirito di Dio e aiuta il tossicodipendente a rivendicare la sete originaria di amore e di Dio”. Di seguito il suo commento (traduzione a cura di AsiaNews).

Quest’ultimo documento sulla santità è un enorme capolavoro di autentica spiritualità nell’epoca presente, che è dilaniata dalla ricerca dell’amore, della pace e di Dio, ma ingannata da metodi falsi e mode moderne e mette in scena tentativi new-age di pseudo-spiritualità. Nelle loro forme sottili, oggi sia lo gnosticismo che il pelagianesimo hanno portato colui che cerca Dio verso l’autoinganno.

Nel tentativo di ricercare la santità, la conoscenza e la volontà hanno sostituito la grazia e la misericordia di Dio.

In un mondo ricolmo di violenza e dipendenza, il papa ci aiuta a vedere il volto di Dio (n. 42).

Mentre ci mette in guardia dalle due eresie e dalle loro forme sottili, egli enfatizza il ruolo vitale della grazia.

Nel lavoro del recupero dalle dipendenze, il suo vasto insegnamento sulla vita che è dono di Dio, [così come l’invito a offrire i nostri] corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio (Rm 12,1) (n. 56), sono confermati in particolare nel modello della Kripa Foundation di recupero. Essi aggiunge la dimensione psico-somatica alla guarigione del tossico. Altrimenti noi diventiamo una “Ong spogliata del mistero luminoso di san Francesco d’Assisi, san Vincenzo de Paoli e Madre Teresa”.

Questo atteggiamento [gnosticismo e pelagianesimo, ndr] potrebbe persino entrare all’interno della Chiesa e inibire il lavoro genuino a favore degli emarginati. A volte la Chiesa rifiuta di riconoscere il volto di Gesù nei poveri, nei malati e nei tossicodipendenti e potrebbe persino compiere tali opere come “parassiti” che si fondano sulla Chiesa! Nella pratica delle Beatitudini, la sfida della santità è quando coloro che cercano percorsi verso la santità sono umiliati e devono perseverare nell’immagine di Gesù.

Le linee guida più importanti del papa sono quelle che riguardano il discernimento. Come Madre Teresa, il Santo Padre considera che il percorso più potente verso la santità è lavorare al servizio dei poveri respinti ed emarginati con la gioia della vita, gioia dell’amore e gioia di servire curando gli altri.

Questo insegnamento arriva al momento giusto ed è frutto dell’osservazione ravvicinata di papa Francesco, secondo cui la Chiesa ha bisogno di allontanarsi dalle vecchie forme fossilizzate del cristianesimo e di risvegliarsi a una spiritualità più vivace e piena di gioia a immagine di Gesù Maestro.

L’appropriato tema della santità in un mondo devastato dalle tossicodipendenze, rivela l’originale comprensione di questa malattia mortale. Il malato nasce con sete di amore, di Dio e di santità, ma questa sete è frustrata in modo malvagio da varie dipendenze. Questo paradosso spirituale della dipendenza da droghe viene ben spiegata nel libro di cui sono co-autore. Questo volume mostra quanto in profondità un essere umano possa essere ingannato nel pensare che stia perseguendo la santità, mentre satanicamente viene alienato dal proprio vero sé e da Dio, come il papa afferma in maniera esplicita. Essere soli con il proprio Io ci rende indifesi, mentre la necessità che la grazia di Dio illumini le nostre debolezze è una componente essenziale del modello Kripa. Al contrario di molti che tentano di combattere il disturbo, il modello Kripa evidenzia il ruolo del rapporto con il Signore, che si sposta dall’isolamento alla solitudine e offre questo dono gratuito nel servizio amorevole di guaritori feriti [che si mettono a disposizione di] altri malati che soffrono. Questo ci tiene lontani da questi sforzi sottili fatti da molti, cui il papa si riferisce come forme moderne di gnosticismo e pelagianesimo.

Il modello Kripa di recupero opera attraverso il corpo che è il tempio dello spirito di Dio e aiuta il tossicodipendente a rivendicare la sete originaria di amore e di Dio. È un modello di ricerca del vero sé e di Dio nelle parole di Sant’Agostino: “Noverim Te, noverim me”, Che io conosca te (o Signore), affinchè io conosca me.

Questo insegnamento è la riflessione più opportuna per un mondo che cerca la santità attraverso i metodi dello pseudo-gnosticismo, dello sforzo personale e della volontà e soprattutto raggirando il tossicodipendente in un concetto di guarigione senza la grazia di Dio. La Kripa Foundation è confermata con questa esortazione del Santo Padre.

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