03/08/2019, 12.13
CAMBOGIA
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P. Legnani: Cambogia, dove la Chiesa è giovane, dinamica, viva (Foto)

Dopo quattro anni, il missionario del Pime è tornato nel Paese del Sud-est Asiatico. Esso attraversa un momento critico: negli ultimi anni, la crescita economica lo ha proiettato verso la modernità. Ma i cattolici non sono cambiati. “Vi è una comunione di vita tra sacerdoti e laici, che insieme stabiliscono e tracciano il cammino da compiere”.

Siem Reap (AsiaNews) – Il progresso economico degli ultimi anni ha cambiato luoghi, strade e paesaggi ma la piccola Chiesa di Cambogia è “sempre molto giovane, dinamica, viva”.  Lo racconta ad AsiaNews p. Franco Legnani (foto), sacerdote del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) tornato da pochi mesi nel Paese del Sud-est asiatico. Originario di Saronno, il 61enne p. Legnani vi ha già svolto la sua missione tra il 1994 al 2014, quando è stato chiamato a diventare rettore della casa generalizia del Pime a Roma. Il missionario è di nuovo in Cambogia dai primi giorni dello scorso gennaio e da marzo è a Siem Reap, capoluogo dell'omonima provincia nord-occidentale.

La giovane società cambogiana attraversa un momento critico: negli ultimi anni, la crescita economica ha proiettato il Paese, legato ad una forte tradizione rurale, verso la modernità. Questo ha portato forti cambiamenti nella vita quotidiana della popolazione, soprattutto le nuove generazioni. Ma le conseguenze del forte impulso economico non sembrano aver cambiato i cattolici: “Ho ritrovato una Chiesa sempre molto giovane, dinamica, viva – sottolinea p. Legnani –. La comunità cattolica è gioiosa, bella da vedere. I laici sono molto responsabili. Vi è una comunione di vita tra sacerdoti e laici, che insieme stabiliscono e tracciano il cammino da compiere”.

Nonostante la grande partecipazione dei fedeli alla vita della Chiesa, non mancano tuttavia le sfide. “Tra queste vi è costruire unità tra i cattolici cambogiani (khmer) e quelli di origine vietnamita, visti tuttora con sospetto. È un percorso molto difficile, perché dei 25-28mila cristiani presenti nel Paese, due terzi appartengono a quest'ultimo gruppo. A Siem Reap cerchiamo di risolvere il problema prestando uguale attenzione alle due comunità, attraverso una carità che è per tutti e che coinvolge tutti. Questa è in grado di rispondere sia alle povertà materiali che a quelle esistenziali ed ognuno dà il proprio contributo”.

Siem Reap, Ta Om, Oddar Meanchey, Prek Toal e Kompong Kleang: sono le comunità di cui p. Legnani è chiamato a prendersi cura nella sua seconda missione cambogiana. “Da settembre – precisa –, mi occuperò in modo particolare di due zone: Ta Om e Oddar Meanchey, provincia settentrionale dove non esiste alcuna presenza cristiana. Attraverso un lavoro di squadra, nel capoluogo Samraong cercheremo di partire da zero. Seguiamo anche una comunità a Prek Toal, sulle sponde del lago Tonlé Sap. Ne abbiamo un'altra di nuova formazione a nord della zona dei templi (Angkor Wat), in un’area remota e rurale: si chiama Peak Sneng e accoglie una ventina di famiglie cattoliche. Qui si trova la ‘Jesu farm’ (la fattoria di Gesù), primo segno dell’esperienza cristiana nella zona. Infine, vi è Kompong Kleang. In questa località non vi sono fedeli ma gestiamo un asilo per l’alfabetizzazione dei bambini”.

L’arrivo del missionario ha portato diversi cambiamenti alla vita religiosa locale. “Grazie ad un sacerdote in più, i fedeli di Ta Om (70km a nord-ovest di Siem Reap) possono prender parte ad una messa domenicale. Prima, la funzione era celebrata solo il martedì”, dichiara p. Legnani. Ta Om è un luogo molto significativo per la presenza cattolica nel Paese. “Qui si trova la chiesa più antica di tutta la Cambogia – spiega–. L’edificio risale ai primi del Novecento e porta ancora i segni della guerra. Nel 1938 qui vivevano oltre 700 cristiani, ma nel 1994 non ve n’era più nessuno: alcuni sono andati via, altri hanno perso la vita durante la guerra civile o il regime dei khmer rossi. Oggi la comunità è rinata attraverso gente nuova e attorno alla sua chiesa antica (foto)”.

Un aspetto interessante è che la comunità di Ta Om sta crescendo attraverso le conversioni di anziani e non di giovani. “La gente del luogo – spiega il missionario – vive producendo riso, perché il fiume non è più pescoso come un tempo. La risaia è un lavoro che lascia tanto tempo libero, quindi gli adulti sfruttano la vicinanza del confine per andare a cercare lavoro in Thailandia e lasciano i propri figli ai genitori. Grazie all'assistenza e agli incontri organizzati dalla Chiesa, questi anziani hanno cominciato a voler conoscere Gesù: alle messe partecipano tante nonne con i nipoti. In Cambogia, le persone in età avanzata svolgono una funzione sociale molto importante. La speranza è che riescano a trasmettere la fede anche alle generazioni future. Per noi, gli anziani sono così importanti che stiamo pensando di allestire una casa per loro all’interno del complesso parrocchiale”.

Al momento, il missionario del Pime e p. Totet si dividono gli incarichi, affinché ciascuno dei villaggi sia seguito a dovere. I centri sono diversi tra loro e ciascuno di essi richiede un approccio particolare. “Siem Reap è una località turistica, dove si incontra una comunità cattolica internazionale. Io, p. Totet e p. Jub (altro gesuita thai che ci aiuta) ci occupiamo anche di questi stranieri con visite e messe in lingua inglese. Per quanto riguarda la popolazione cambogiana, con le suore gestiamo un ostello per giovani e studenti. Da poco abbiamo avviato anche un altro importante programma: un centro di assistenza per famiglie. Se ne occupa una coppia di laici: Mab, laureato in psicologia, e sua moglie Srey Leak. I due organizzano incontri o seminari di diversi giorni, durante i quali dove affrontano diverse tematiche: relazione tra uomo e donna, riconciliazione, rapporto tra genitori e figli. Le coppie che vi prendono parte non sono tutte cattoliche, perciò tali iniziative possono diventare una forma di evangelizzazione. Il nostro desiderio è coinvolgere nel progetto sempre più famiglie giovani, affinché gli incontri siano un momento di crescita per un numero maggiore di persone. La comunicazione e l'evangelizzazione è affidata a loro. Sono convinto che il lavoro mio e di p. Totet sia anzitutto spirituale, a sostegno della fede. Ma la trasmissione di quest'ultima spetta alla nostra gente”.

La storia di Mab e sua moglie Leak ne è esempio. “Non riuscivano ad avere figli – racconta p. Legnani –. In Cambogia, avere un bambino ha un’importanza molto maggiore rispetto a quanto noi occidentali possiamo immaginare: le nuove generazioni sono responsabili per la trasmissione del nome, la continuazione della vita, il sostegno nella vecchiaia. Per questo, Leak era solita dire a Mab: 'Trovati un'altra donna, così potrai avere figli. Io non sono in grado di dartene'. Mab rispondeva: 'No, io ti ho promesso fedeltà per tutta la vita: starò con te per sempre'. Il giovane ha scritto una lettera di quattro pagine alla Madonna. Quando a Siem Reap ho portato una pesante statua della Vergine, Mab ha nascosto il suo messaggio sotto la scultura. Nel frattempo, p. Totet si è recato in pellegrinaggio in Terra Santa ed ha pregato per questa famiglia presso il Santo Sepolcro. Poco tempo dopo, Leak è rimasta incinta ed ha dato alla luce una splendida bambina di nome Mary. Questo miracolo mostra come la fede assuma un volto cambogiano, diventi carne attraverso queste famiglie. Gli evangelizzatori sono loro”. (P.F.)

Fr. Franco Legnani: mission in Cambodia
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