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  • » 19/10/2017, 08.57

    UE-ISRAELE-PALESTINA

    Paesi europei: Israele ripaghi per i sequestri e le distruzioni di materiale umanitario



    La lettera, firmata da otto Paesi, è un fatto senza precedenti nei rapporti con Israele. Le misure coercitive di Israele su scuole e assistenza contrarie agli impegni internazionali e causano sofferenze ai palestinesi. Persi più di un milione di euro di finanziamenti europei.

    Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Se Israele non restituirà il materiale confiscato, dovrà versare un risarcimento per i finanziamenti perduti. È il contenuto di una lettera firmata da otto Paesi europei, in cui si denunciano le misure di sequestro e abbattimento dei beni umanitari. La richiesta è la prima nel suo genere e crea un nuovo precedente.

    Promossa dal Belgio, la lettera riguarda gli eventi di quest’estate, in particolare la confisca dei pannelli fotovoltaici donati alla scuola del villaggio di Abu Nuwar, per un valore di circa 30mila euro, somma richiesta dai Paesi. Nel testo è citata anche la demolizione di una scuola elementare nel villaggio di Jubbet al-Dhib. Di recente, l’Unione Europea ha pubblicato un rapporto in cui afferma che dal 2009 sono andati perduti più di un milione di euro di fondi europei.

    “Speriamo ancora che la nostra richiesta di restituzione possa essere soddisfatta senza precondizioni al più presto possibile, altrimenti Israele dovrà risarcire senza indugio”, scrivono i firmatari. Essi sottolineano inoltre che le “misure coercitive come la demolizione e la confisca di beni umanitari, comprese le infrastrutture scolastiche e l’ostruzione dell’assistenza umanitaria sono contrarie agli impegni internazionali di [Israele] e causano sofferenze ai comuni palestinesi”.

    Gli otto Paesi – Belgio, Italia, Francia, Spagna, Danimarca, Irlanda, Lussemburgo e Svezia – sono membri di un consorzio umanitario europeo. Secondo una fonte di LeMonde esso è “uno dei rari strumenti umanitari efficaci nell’area C”, che compone il 60% dei territori della Cisgiordania, è sotto l’esclusivo controllo d’Israele, vicino a zone militari o colonie. 

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