21/10/2014, 00.00
PAKISTAN - ISLAM
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Pakistan: sposata e convertita a forza all’islam, giovane cristiana lotta per la giustizia

di Shafique Khokhar
Ad agosto la 19enne Maria Bibi è stata rapita e costretta a unirsi in matrimonio con Mohammad Zohaib, un vicino di casa e compagno di scuola. Ora la vicenda è nelle mani di un tribunale. Intanto la Chiesa pakistana celebra una giornata di digiuno e preghiera per Asia Bibi. Leader musulmano: nessun innocente deve essere vittima “in nome della religione”.

Faisalabad (AsiaNews) - "Non sono sposata con questo Mohammad Zohaib, in tribunale racconta bugie. Ha cercato di convertirmi all'islam e mi ha sposata in una moschea, contro il mio volere; non sono disposta ad accettare queste nozze". È quanto racconta ad AsiaNews Maria Bibi, ripetendo il contenuto della denuncia presentata nei confronti dell'uomo il 14 ottobre scorso, presso il giudice aggiunto Furrukh Hameed per "matrimonio nullo". Dal Pakistan giunge una nuova storia di abusi e vessazioni nei confronti di una giovane donna cristiana, mentre la Chiesa locale celebra la giornata di preghiera e digiuno per Asia Bibi, condannata a morte (anche in secondo grado) per blasfemia. 

Il 20enne Mohammad Zohaib, musulmano, originario di Nazimbad, cittadina nei pressi di Faisalabad (Punjab), è un compagno di classe e vicino di casa della 19enne cristiana Maria Bibi; i due giovani si conoscono da tempo, per questo il 5 agosto scorso la giovane non si è insospettita alla richiesta del ragazzo di studiare insieme.

Mohammad ha portato Maria nella moschea Jamiya Rizviya, Jhang Bazar, dove ha recitato la formula islamica del matrimonio (Nikkah) alla presenza di un leader religioso musulmano, convertendola a forza alla religione di Maometto. Dopo alcuni giorni Maria è riuscita a fuggire di casa, scatenando le ire del giovane che ha cercato a più riprese di sequestrarla e minacciato i genitori della ragazza perché gliela consegnassero. Tuttavia, essi si sono sempre opposti e hanno difeso la figlia dalle mire del suo aguzzino. 

Il 3 ottobre scorso Mohammad Zohaib ha presentato una denuncia nei confronti dei genitori della ragazza, che il giorno successivo è comparsa davanti ai giudici per testimoniare. Al rifiuto della donna, il giovane musulmano ha ritirato la denuncia, ripresentandola di nuovo il 13 ottobre. A questo punto Maria ha sporto una contro-denuncia, in cui afferma di essere stata costretta a sposare Mohammad a forza e che non intende convertirsi all'islam. 

La famiglia della ragazza è spaventata e alla ricerca disperata di giustizia. "Nostra figlia è innocente" affermano i genitori, "ma dato che apparteniamo a una minoranza religiosa stiamo vivendo una vicenda terribile". Interpellato da AsiaNews Hashmat Barkat, legale della ragazza, auspica leggi "contro i matrimoni e le conversioni forzate" in Pakistan, a protezione delle minoranze. E assicura che farà di tutto garantire giustizia a Maria Bibi in fase di processo. 

Intanto la Chiesa pakistana celebra oggi la giornata di digiuno e preghiera per Asia Bibi, condannata a morte per blasfemia e in attesa del ricorso alla Corte suprema, ultimo passaggio per scongiurare l'uccisione di una innocente. Il vescovo di Islamabad-Rawalpindi Rufin Anthony sottolinea che "preghiamo per Asia Bibi, la sua famiglia, per Zafar Bhatti e le altre persone imprigionate a causa delle leggi sulla blasfemia". Maulana Muhammad Mehfooz Ali Khan, del Consiglio per l'ideologia islamica, ricorda che lo scopo delle leggi è quello du "proteggere la sacralità della religione e il profeta Maometto". Tuttavia, aggiunge, "nessun innocente dovrebbe essere vittima in nome della religione" e gli abusi compiuti "vanno condannati". 

(Ha collaborato Jibran Khan)

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