15/08/2020, 12.19
VATICANO
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Papa: Assunzione, che una di noi abiti in Cielo col corpo ci dà speranza

“Chiediamo alla Madonna, porta del Cielo, la grazia di iniziare ogni giorno alzando lo sguardo verso il cielo, verso Dio, per dirgli: ‘Grazie!’”. “Oggi vorrei pregare in particolare per la difficile situazione della Nigeria, colpita dal terrorismo”. Un appello, infine, Francesco ha rivolto a Egitto, Sudan ed Etiopia, coinvolte in una trattativa sul Nilo, che sia “fiume di pace”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Serve poco andare sulla Luna se non viviamo da fratelli sulla Terra. Ma che una di noi abiti in Cielo col corpo ci dà speranza: capiamo che siamo preziosi, destinati a risorgere”. Insieme al “mettere Dio al primo posto” è quanto, nelle parole di papa Francesco, ispira l’odierna festa dell’Assunzione di Maria.

Ad alcune migliaia di persone presenti in piazza san Pietro per la recita dell’Angelus, infatti, Francesco ha detto che “quando l’uomo mise piede sulla Luna, fu detta una frase che divenne famosa: «Questo è un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l’umanità». In effetti, l’umanità aveva raggiunto un traguardo storico. Ma oggi, nell’Assunzione di Maria in Cielo, celebriamo una conquista infinitamente più grande. La Madonna ha poggiato i piedi in Paradiso: non ci è andata solo in spirito, ma anche con il corpo, con tutta sé stessa”.

“Questo passo della piccola Vergine di Nazaret è stato il grande balzo in avanti dell’umanità. Serve poco andare sulla Luna se non viviamo da fratelli sulla Terra. Ma che una di noi abiti in Cielo col corpo ci dà speranza: capiamo che siamo preziosi, destinati a risorgere. Dio non lascerà svanire il nostro corpo nel nulla. Con Dio nulla andrà perduto! In Maria la meta è raggiunta e noi abbiamo davanti agli occhi il motivo per cui camminiamo: non per conquistare le cose di quaggiù, che svaniscono, ma per conquistare la patria di lassù, che è per sempre. E la Madonna è la stella che ci orienta. Ella, come insegna il Concilio, «brilla come segno di sicura speranza e di consolazione per il Popolo di Dio in cammino» (Lumen gentium, 68)”.

“Che cosa ci consiglia la nostra Madre? Oggi nel Vangelo la prima cosa che dice è: «L’anima mia magnifica il Signore» (Lc 1,46). Abituati a sentire queste parole, forse non facciamo più caso al loro significato. Magnificare letteralmente significa ‘fare grande’, ingrandire. Maria ‘ingrandisce il Signore’: non i problemi, che pure non le mancavano in quel momento, ma il Signore. Quante volte, invece, noi ci lasciamo sovrastare dalle difficoltà e assorbire dalle paure! La Madonna no, perché mette Dio come prima grandezza della vita. Da qui scaturisce il Magnificat, da qui nasce la gioia: non dall’assenza di problemi, che prima o poi arrivano, ma dalla presenza di Dio. Perché Dio è grande. E guarda ai piccoli. Noi siamo la sua debolezza di amore: Dio ama i piccoli”.

“Maria, infatti, si riconosce piccola ed esalta le «grandi cose» (v. 49) che il Signore ha fatto per lei. Quali? Anzitutto il dono inatteso della vita: Maria è vergine e rimane incinta; e pure Elisabetta, che era anziana, aspetta un figlio. Il Signore fa meraviglie con i piccoli, con chi non si crede grande, ma dà grande spazio a Dio nella vita. Egli stende la sua misericordia su chi confida in Lui e innalza gli umili. Maria loda Dio per questo”.

“E noi – possiamo chiederci – ci ricordiamo di lodare Dio? Lo ringraziamo per le grandi cose che fa per noi? Per ogni giornata che ci dona, perché ci ama e ci perdona sempre, per la sua tenerezza? E ancora, per averci dato la sua Madre, per i fratelli e le sorelle che ci mette sul cammino, perché ci ha aperto il Cielo? Se dimentichiamo il bene, il cuore si rimpicciolisce. Ma se, come Maria, ricordiamo le grandi cose che il Signore compie, se almeno una volta al giorno lo magnifichiamo, allora facciamo un grande passo in avanti. Lodare Dio. Con questa piccola preghiera, il cuore si dilaterà, la gioia aumenterà. Chiediamo alla Madonna, porta del Cielo, la grazia di iniziare ogni giorno alzando lo sguardo verso il cielo, verso Dio, per dirgli: ‘Grazie!’”.

E dopo la recita della preghiera mariana, il Papa ha detto che “la Vergine Maria, che oggi contempliamo nella gloria celeste, è ‘Madre della speranza’. Recentemente questo suo titolo è stato inserito tra le Litanie lauretane. Invochiamo la sua intercessione per tutte le situazioni nel mondo che più hanno sete di speranza: speranza di pace, di giustizia, di una vita dignitosa”.

“Oggi – ha detto ancora - vorrei pregare in particolare per la popolazione della regione settentrionale della Nigeria, vittima di violenze e attacchi terroristici.  Seguo con particolare attenzione la situazione delle difficili trattative sulla questione del Nilo tra Egitto, Etiopia e Sudan. Invito tutte le parti a continuare sulla via del dialogo, affinché il “Fiume Eterno” continui a essere una linfa di vita che unisce e non divide, che nutre sempre amicizia, prosperità, fratellanza e mai inimicizia, incomprensione o conflitto. Sia al dialogo, cari fratelli dell’Egitto, dell’Etiopia e del Sudan, sia il dialogo la vostra unica scelta, per il bene delle vostre care popolazioni e del mondo intero".

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