09/08/2020, 12.48
VATICANO
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Papa: Vescovi, sacerdoti, religiosi del Libano, siate vicini al vostro popolo

All’Angelus, papa Francesco riafferma il valore del Libano come “modello del vivere insieme”. “Solidarietà e compassione”, vivendo “nella povertà evangelica, senza lusso, perché il popolo soffre e soffre molto". Il ricordo delle bombe di Hiroshima e Nagasaki e l’invito per “un mondo libero dalle armi nucleari”. “In mezzo alla tempesta, tenere il cuore rivolto a Dio, al suo amore, alla sua tenerezza di Padre”. “La barca in balia della tempesta è immagine della Chiesa” e talvolta “può avere la tentazione di pensare che Dio l’abbia abbandonata”. La campagna di AsiaNews "In aiuto a Beirut devastata".

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Siate vicini al vostro popolo”: è l’invito che papa Francesco ha rivolto ai vescovi, sacerdoti e religiosi del Libano in questo momento difficile che questo “amato Paese” sta attraversando.

Subito dopo la preghiera dell’Angelus con i pellegrini radunati in piazza san Pietro, dopo aver ricordato le date del 6 e 9 agosto 1945, delle bombe atomiche a Hiroshima e Nagasaki, e aver invitato a pregare “per un mondo totalmente libero dalle armi nucleari”, Francesco ha detto che in questi giorni il suo pensiero “ritorna spesso al Libano”.

"La catastrofe di martedì scorso”, ha ricordato, "chiama tutti, a partire dai libanesi, a collaborare per il bene comune di questo amato Paese". Il Libano - ha continuato - “ha un’identità peculiare, frutto dell’incontro di varie culture, emersa nel corso del tempo come un modello del vivere insieme. Certo, questa convivenza ora è molto fragile, ma prego perché, con l’aiuto di Dio e la leale partecipazione di tutti, essa possa rinascere libera e forte".  Egli ha quindi invitato la "Chiesa in Libano ad essere vicina al popolo nel suo Calvario, come sta facendo in questi giorni, con solidarietà e compassione, con il cuore e le mani aperte alla condivisione". Rivolgendosi poi in particolare ai vescovi, sacerdoti e religiosi, egli ha aggiunto: “vivete nella povertà evangelica, senza lusso, perché il popolo soffre e soffre molto". Infine, il papa – come aveva già fatto all’udienza di mercoledì scorso - ha esortato la comunità internazionale a offrire “un generoso aiuto". 

In precedenza, il pontefice aveva commentato il vangelo di oggi (Matteo 14,22-33, 19ma domenica per anno, A), che narra l’episodio di Gesù che cammina sulle acque del lago e salva Pietro che sta per affondare.

“Questo racconto è un invito ad abbandonarci con fiducia a Dio in ogni momento della nostra vita, specialmente nel momento della prova e del turbamento. Quando sentiamo forte il dubbio e la paura e ci sembra di affondare, non dobbiamo vergognarci di gridare, come Pietro: «Signore, salvami!» … Avere fede vuol dire, in mezzo alla tempesta, tenere il cuore rivolto a Dio, al suo amore, alla sua tenerezza di Padre. Gesù, questo voleva insegnare a Pietro e ai discepoli, e anche a noi oggi. Lui sa bene che la nostra fede è povera e che il nostro cammino può essere travagliato, bloccato da forze avverse. Ma Lui è il Risorto, il Signore che ha attraversato la morte per portarci in salvo. Ancora prima che cominciamo a cercarlo, Lui è presente accanto a noi. E rialzandoci dalle nostre cadute, ci fa crescere nella fede”.

“La barca in balia della tempesta – ha concluso - è immagine della Chiesa, che in ogni epoca incontra venti contrari, a volte prove molto dure: pensiamo a certe lunghe e accanite persecuzioni del secolo scorso e anche oggi in alcune parti. In quei frangenti, può avere la tentazione di pensare che Dio l’abbia abbandonata. Ma in realtà è proprio in quei momenti che risplende maggiormente la testimonianza della fede, dell’amore e della speranza. È la presenza di Cristo risorto nella sua Chiesa che dona la grazia della testimonianza fino al martirio, da cui germogliano nuovi cristiani e frutti di riconciliazione e di pace per il mondo intero. L’intercessione di Maria ci aiuti a perseverare nella fede e nell’amore fraterno, quando il buio e le tempeste della vita mettono in crisi la nostra fiducia in Dio”.

 

A sostegno della popolazione di Beirut e del Libano, in appoggio alla Caritas Libano, AsiaNews ha deciso di lanciare la campagna "In aiuto a Beirut devastata". Coloro che vogliono contribuire possono inviare donazioni a:

- Fondazione PIME - IBAN: IT78C0306909606100000169898 - Codice identificativo istituto (BIC): BCITITMM -

   Causale: “AN04 – IN AIUTO A BEIRUT DEVASTATA”

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