26/08/2018, 17.47
IRLANDA-VATICANO
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Papa in Irlanda: Una Pentecoste domestica per le famiglie. La lunga lista di richieste di perdono

Alla messa conclusiva del IX Incontro mondiale delle famiglie al Phoenix Park, papa Francesco dà un mandato missionario alle famiglie, portatrici della “gioia del Vangelo”. L’esempio di san Colombano che “portò la luce del Vangelo nelle terre europee in un’epoca di oscurità e di decadenza culturale”. Ma la messa è iniziata a sorpresa con un lungo momento penitenziale, con la richiesta di perdono per gli abusi da parte dei membri della Chiesa, per l’inettitudine dei pastori che non hanno vigilato; per i figli strappati alle madri single. Il prossimo Incontro mondiale delle famiglie a Roma nel 2021.

Dublino (AsiaNews) – Grazie a “una Pentecoste domestica” che “dà coraggio”, le famiglie cristiane possono diventare “fonte di incoraggiamento per gli altri”, eliminando ogni barriera per “riconciliare il mondo”, diventando portatori della “gioia del Vangelo”. È il mandato missionario che papa Francesco ha offerto alle famiglie presenti alla messa conclusiva dell’Incontro mondiale delle famiglie con centinaia di migliaia di persone radunate sotto la pioggia nel Phoenix Park di Dublino. Il papa ha addirittura paragonato la vocazione delle famiglie a quella di Teresa di Gesù Bambino, patrona delle missioni, nell’essere “l’amore nel cuore della Chiesa”.

Ma in modo improvvisato e in lingua spagnola, papa Francesco ha esordito con un momento penitenziale, in cui ha ricordato di aver incontrato otto persone che sono state vittime di abusi sessuali da parte del clero irlandese. Egli ha chiesto perdono per gli abusi; ha chiesto la guarigione per chi è rimasto ferito, per l’inettitudine dei pastori che non hanno saputo vigilare; misericordia per i bambini strappati alle madri single e dati in adozione forzata. Ad ogni richiesta di perdono, i fedeli hanno applaudito in modo caloroso.

 “Ogni nuovo giorno nella vita delle nostre famiglie – ha detto nell’omelia - e ogni nuova generazione, porta con sé la promessa di una nuova Pentecoste, una Pentecoste domestica, una nuova effusione dello Spirito, il Paraclito, che Gesù ci manda come nostro Avvocato, nostro Consolatore e Colui che veramente ci dà coraggio.  Quanto ha bisogno il mondo di questo incoraggiamento che è dono e promessa di Dio! Come uno dei frutti di questa celebrazione della vita familiare, possiate tornare alle vostre case e diventare fonte di incoraggiamento per gli altri, per condividere con loro ‘le parole di vita eterna’ di Gesù”.

Il papa accenna poi alle sfide e alle difficoltà nell’annuncio della Buona Novella. “Tuttavia – ha continuato - le sfide che i cristiani oggi hanno di fronte sono, a loro modo, non meno difficili di quelle che dovettero affrontare i primi missionari irlandesi. Penso a San Colombano, che col suo piccolo gruppo di compagni portò la luce del Vangelo nelle terre europee in un’epoca di oscurità e di decadenza culturale. Il loro straordinario successo missionario non era basato su metodi tattici o piani strategici, ma su una umile e liberante docilità ai suggerimenti dello Spirito Santo. Fu la loro quotidiana testimonianza di fedeltà a Cristo e tra di loro che conquistò i cuori che desideravano ardentemente una parola di grazia e che contribuì a far nascere la cultura europea. Tale testimonianza rimane una perenne fonte di rinnovamento spirituale e missionario per il popolo santo e fedele di Dio”.

Le difficoltà sono anche interiori: “Se siamo onesti con noi stessi, possiamo anche noi trovare duri gli insegnamenti di Gesù. Quanto è sempre difficile perdonare quelli che ci feriscono! Che sfida è sempre quella di accogliere il migrante e lo straniero! Com’è doloroso sopportare la delusione, il rifiuto o il tradimento! Quanto è scomodo proteggere i diritti dei più fragili, dei non ancora nati o dei più anziani, che sembrano disturbare il nostro senso di libertà. Tuttavia, è proprio in quelle circostanze che il Signore ci chiede: «Volete andarvene anche voi?» (Gv 6,67). Con la forza dello Spirito che ci incoraggia e con il Signore sempre al nostro fianco, possiamo rispondere: «Noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio» (v. 69)”.

“Con i sacramenti del Battesimo e della Confermazione – ha concluso - ogni cristiano viene inviato per essere un missionario, un ‘discepolo missionario’ (cfr Evangelii gaudium, 120). La Chiesa nel suo insieme è chiamata ad ‘uscire’ per portare le parole di vita eterna alle periferie del mondo. Possa la nostra celebrazione di oggi confermare ciascuno di voi, genitori e nonni, bambini e giovani, uomini e donne, frati e suore, contemplativi e missionari, diaconi e sacerdoti, nel condividere la gioia del Vangelo! Possiate condividere il Vangelo della famiglia come gioia per il mondo! Nel prepararci a riprendere ciascuno la propria strada, rinnoviamo la nostra fedeltà al Signore e alla vocazione alla quale ha chiamato ciascuno di noi. Facendo nostra la preghiera di San Patrizio, ripetiamo ciascuno con gioia: “Cristo dentro di me, Cristo dietro di me, Cristo accanto a me, Cristo sotto di me, Cristo sopra di me” [pronunciata in gaelico - ndr]. Con la gioia e la forza conferita dallo Spirito Santo, diciamogli con fiducia: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna» (Gv 6,68)”.

Prima della benedizione finale, nel suo ringraziamento al papa, il card. Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, ha annunciato che il prossimo Incontro mondiale delle famiglie sarà a Roma nel 2021.

Prima della conclusione, Francesco ha voluto ringraziare gli organizzatori dell’Incontro mondiale delle famiglie e le autorità civili. “In modo speciale”, egli ha espresso il suo grazie “a tutte le persone che hanno pregato per questa Giornata: anziani, bambini, religiosi e religiose, malati, carcerati... Sono sicuro che il successo di questa Giornata si deve alle loro semplici e perseveranti preghiere. Grazie a tutti! Il Signore vi ricompensi!”.

Alla fine della celebrazione, il pontefice si è recato al convento delle suore domenicane, dove si è incontrato con i vescovi irlandesi. Da qui, il papa si è recato all’aeroporto per il suo ritorno a Roma, previsto per le 23 di stasera.

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