17/01/2010, 00.00
VATICANO
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Papa: Affidiamo a Maria i fratelli migranti, il dialogo con gli Ebrei e l’unità dei cristiani

Benedetto XVI prega pure per le “care popolazioni di Haiti”, colpite dal terremoto, sulla cui situazione si tiene “costantemente informato”. Questo pomeriggio il papa si incontra con la comunità ebraica nella sinagoga di Roma. “Malgrado problemi e difficoltà”, cresce il rispetto e il dialogo fra cristiani ed ebrei. Il bambino migrante “qualunque sia la nazionalità e il colore della pelle” è “persona, immagine di Dio” da “tutelare contro ogni emarginazione e sfruttamento”.
Città del Vaticano (AsiaNews) – “Tre intenzioni” affidate “alla materna intercessione di Maria Santissima, Madre di Cristo e Madre della Chiesa”: per “i nostri fratelli Migranti e Rifugiati, il dialogo religioso con gli Ebrei e l’unità dei Cristiani”. Così Benedetto XVI ha concluso oggi la sua riflessione prima dell’Angelus insieme ai pellegrini in piazza san Pietro. Alla fine della preghiera mariana ha ricordato ancora una volta “le care popolazioni di Haiti” colpite dal terremoto, sulla cui situazione si tiene “costantemente informato” attraverso il Nunzio apostolico dell’isola e ha espresso incoraggiamento per “lo sforzo delle numerose organizzazioni caritative, che si stanno facendo carico delle immense necessità del Paese”.
 
Ricordando il “beato vescovo Giovanni Battista Scalabrini e… santa Francesca Cabrini”, apostoli dei migranti, il papa ha richiamato l’impegno “costante” della Chiesa verso migranti e rifugiati, soprattutto verso i bambini migranti e i rifugiati minorenni. Questo aspetto è anche il tema della Giornata dei Migranti che in Italia si celebra in questa domenica. “Il bambino – ha detto il pontefice - qualunque sia la nazionalità e il colore della pelle, è da considerare prima di tutto e sempre come persona, immagine di Dio, da promuovere e tutelare contro ogni emarginazione e sfruttamento. In particolare, occorre porre ogni cura perché i minori che si trovano a vivere in un Paese straniero siano garantiti sul piano legislativo e soprattutto accompagnati negli innumerevoli problemi che devono affrontare”.
 
Benedetto XVI ha poi ricordato che oggi pomeriggio verso le 16, si recherà a incontrare la comunità ebraica alla sinagoga di Roma (detta “Tempio maggiore”), a 24 anni dalla visita storica effettuata da Giovanni Paolo II. “Malgrado i problemi e le difficoltà – ha sottolineato il papa -  tra i credenti delle due Religioni si respira un clima di grande rispetto e di dialogo, a testimonianza di quanto i rapporti siano maturati e dell’impegno comune di valorizzare ciò che ci unisce: la fede nell’unico Dio, prima di tutto, ma anche la tutela della vita e della famiglia, l’aspirazione alla giustizia sociale ed alla pace”.
 
“Ricordo, infine – ha detto il pontefice -  che domani si aprirà la tradizionale Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani. Ogni anno, essa costituisce, per quanti credono in Cristo, un tempo propizio per ravvivare lo spirito ecumenico, per incontrarsi, conoscersi, pregare e riflettere insieme. Il tema biblico, tratto dal Vangelo di san Luca, riecheggia le parole di Gesù risorto agli Apostoli: "Voi sarete testimoni di tutto ciò" (Lc 24,48). Il nostro annuncio del Vangelo di Cristo sarà tanto più credibile ed efficace quanto più saremo uniti nel suo amore, come veri fratelli. Invito pertanto le parrocchie, le comunità religiose, le associazioni e i movimenti ecclesiali a pregare incessantemente, in modo particolare durante le celebrazioni eucaristiche, per la piena unità dei cristiani”.
 
Prima dei saluti nelle diverse lingue, Benedetto XVI ha parlato della sua “accorata preghiera” verso “le care popolazioni di Haiti”. “Il Nunzio Apostolico – ha aggiunto il papa - che grazie a Dio sta bene, mi tiene costantemente informato, e così ho appreso la dolorosa scomparsa dell’Arcivescovo, come pure di tanti sacerdoti, religiosi e seminaristi. Seguo e incoraggio lo sforzo delle numerose organizzazioni caritative, che si stanno facendo carico delle immense necessità del Paese. Prego per i feriti, per i senza tetto, e per quanti tragicamente hanno perso la vita”.
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