13/11/2018, 13.44
VATICANO
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Papa: Francesco a marzo in Marocco, 34 anni dopo Giovanni Paolo II

Nello storico incontro a Casablanca, papa Woytjla parlò della comune fede nell’unico Dio e anche di diritti umani, , che “hanno in Dio il loro fondamento”: innanzitutto, la libertà di coscienza e di religione, “al riparo dalle costrizioni esterne” perché la libertà caratterizza “la dignità dell’uomo”. Una libertà religiosa, precisò, che ha bisogno di “reciprocità”. E sottolineò anche il rispetto dovuto a ogni persona umana, “uomo o donna”:

Città del Vaticano (AsiaNews) – Papa Francesco compirà una visita in Marocco dal 30 al 31 marzo 2019, visitando le città di Rabat e Casablanca. L’annuncio diffuso oggi dalla Sala stampa della Santa Sede preciso che Francesco è stato invitato da re Mohammed VI e dai vescovi.

La visita di Francesco avverrà quasi 34 anni dopo quella di Giovanni Paolo II che il 19 agosto 1985 fu il primo papa della storia a fare un discorso a dei giovani musulmani. L’incontro avvenne nello stadio di Casablanca, colmo in ogni ordine di posti di giovani, tutti in abiti bianchi. Come re Hassan II che aveva voluto la presenza del papa e lo accolse con calore (nella foto).

Ai giovani, che ascoltarono con rispettosa attenzione, papa Woytjla parlò della comune fede nell’unico Dio e anche di diritti umani. “Cristiani e musulmani – disse tra l’altro - generalmente ci siamo malcompresi, e qualche volta, in passato, ci siamo opposti e anche persi in polemiche e in guerre. lo credo che Dio c’inviti oggi, a cambiare le nostre vecchie abitudini. Dobbiamo rispettarci e anche stimolarci gli uni gli altri nelle opere di bene sul cammino di Dio”.

Parlò anche dei diritti umani, che “hanno in Dio il loro fondamento”: innanzitutto, la libertà di coscienza e di religione, “al riparo dalle costrizioni esterne” perché la libertà caratterizza “la dignità dell’uomo”. Una libertà religiosa, precisò, che ha bisogno di “reciprocità”.

E sottolineò anche il rispetto dovuto a ogni persona umana, “uomo o donna”: “ciascuno deve essere riconosciuto per quello che è” e deve essere “rispettato come tale”.

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