02/08/2009, 00.00
VATICANO
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Papa: I santi dell’Anno sacerdotale, per capire il valore della missione nella Chiesa e nel mondo

Da Castel Gandolfo Benedetto XVI mostra il valore di alcune figure, modello per i presbiteri: sant’Alfonso de’Liguori, san Francesco, san Giovanni Maria Vianney, san Domenico, san Gaetano da Thiene e papa Paolo VI, morto 31 anni fa proprio a Castel Gandolfo.

Castel Gandolfo (AsiaNews) – L’Anno sacerdotale è “una preziosa occasione per approfondire il valore della missione dei presbiteri nella Chiesa e nel mondo”. Benedetto XVI torna a ribattere il valore dell’Anno sacerdotale lanciato in giugno per rinnovare l’attività e la contemplazione dei sacerdoti cattolici. E lo fa con i primo Angelus da Castel Gandolfo, dove è il 29 luglio scorso, dopo un periodo di riposo in Val d’Aosta.

“Utili spunti” per la riflessione sono dati dal pontefice commentando alcune feste di santi di questi primi giorni di agosto, che sono “veri modelli di spiritualità e di dedizione sacerdotale”.

“Ieri era la memoria liturgica di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, vescovo e dottore della Chiesa, grande maestro di teologia morale e modello di virtù cristiane e pastorali, sempre attento alle necessità religiose del popolo. Oggi contempliamo in san Francesco d’Assisi l’ardente amore per la salvezza delle anime, che ogni sacerdote deve costantemente nutrire: ricorre infatti il cosiddetto ‘Perdono di Assisi’, che egli ottenne dal Papa Onorio III nell’anno 1216, dopo aver avuto una visione, mentre si trovava in preghiera nella chiesetta della Porziuncola. Apparendogli Gesù nella sua gloria, con alla destra la Vergine Maria e intorno molti Angeli, gli chiese di esprimere un desiderio, e Francesco implorò un ‘ampio e generoso perdono’ per tutti coloro che ‘pentiti e confessati’ avrebbero visitato quella chiesa. Ricevuta l’approvazione pontificia, il Santo non aspettò nessun documento scritto, ma corse ad Assisi e, giunto alla Porziuncola, annunciò la bella notizia: ‘Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!’. Da allora, dal mezzogiorno del 1° agosto alla mezzanotte del 2, si può lucrare, alle consuete condizioni, l’indulgenza plenaria anche per i defunti, visitando una chiesa parrocchiale o francescana”.

Il papa poi sottolinea la figura di Giovanni Maria Vianney, il santo curato d’Ars, citato come modello per i sacerdoti in questo Anno speciale.

“Che dire di san Giovanni Maria Vianney, che ricorderemo il 4 agosto? Proprio per commemorare il 150° anniversario della sua morte ho indetto l’Anno Sacerdotale. Di quest’umile parroco, che costituisce un modello di vita sacerdotale non solo per i parroci ma per tutti i sacerdoti, mi riprometto di parlare nella catechesi dell’Udienza generale di mercoledì prossimo. Il 7 agosto, poi, sarà la memoria di san Gaetano da Thiene, il quale soleva ripetere che ‘non con l’amore sentimentale, ma con l’amore dei fatti si purificano le anime’. Ed il giorno dopo, l’8 agosto, la Chiesa ci additerà come modello san Domenico, del quale è stato scritto che ‘apriva bocca o per parlare con Dio nella preghiera o per parlare di Dio’. Non posso infine dimenticare di ricordare anche la grande figura di Papa Montini, Paolo VI, di cui il 6 agosto ricorre il 31° anniversario della morte, avvenuta proprio qui a Castel Gandolfo. La sua vita, così profondamente sacerdotale e ricca di tanta umanità, rimane nella Chiesa un dono di cui ringraziare Dio. La Vergine Maria, Madre della Chiesa, aiuti i sacerdoti ad essere tutti totalmente innamorati di Cristo, seguendo l’esempio di questi modelli di santità sacerdotale”.

 

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