15/02/2006, 00.00
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Papa: Il Signore della storia è schierato con gli umili

Con una riflessione sul Magnificat Benedetto XVI conclude il ciclo delle catechesi sui salmi e i cantici, iniziato da Giovanni Paolo II nell'aprile 2001.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Il "Signore della storia" è "schierato dalla parte degli ultimi" ed anche se il suo "progetto" è spesso "nascosto sotto il terreno opaco delle vicende umane, che vedono trionfare 'i superbi, i potenti e i ricchi'", "la sua forza segreta è destinata alla fine a svelarsi, per mostrare chi sono i veri eletti di Dio". Con una riflessione sul Magnificat ed una improvvisata preghiera per "saper portare di nuovo Cristo al nostro mondo", proposte alle quasi 15mila persone che hanno preso parte all'udienza generale, Benedetto XVI ha concluso il ciclo delle catechesi sui salmi e i cantici, iniziato da Giovanni Paolo II nell'aprile 2001.

Ai partecipanti all'udienza, che dato il grande afflusso di fedeli si è svolta in due diversi momenti, prima all'interno della basilica di San Pietro e poi nell'aula Paolo VI, il Papa ha parlato dello "stile" al quale cui il Signore della storia ispira il suo comportamento, che alla fine svela "chi sono i veri prediletti di Dio: 'coloro che lo temono', fedeli alla sua parola, 'gli umili, gli affamati, Israele suo servo', ossia la comunità del popolo di Dio che, come Maria, è costituita da coloro che sono 'poveri', cioè puri e semplici di cuore; è quel 'piccolo gregge' che è invitato a non temere perché al Padre è piaciuto dare ad esso il suo regno".

"Questo canto – ha aggiunto Benedetto XVI, parlando a braccio - invita noi ad associarci a questo piccolo gregge, ad essere realmente membri del popolo di Dio nella purezza, nella semplicità del cuore, nell'amore di Dio". "Nella nostra anima, nella nostra vita – ha concluso, ancora improvvisando - il Signore trovi una dimora, nel senso che lo portiamo nel cuore e al mondo, cosi' che possiamo generare Cristo per i nostri tempi: preghiamo che sappiamo portare di nuovo Cristo al nostro mondo".

Nel saluto che aveva rivolto ai fedeli presenti in basilica, Benedetto XVI aveva ricordato la sua prima enciclica, Deus caritas est, "nella quale – ha detto - ho voluto ricordare che è l'amore di Dio la sorgente e il motivo della nostra vera gioia. Invito ciascuno di voi a comprendere e accogliere sempre più questo Amore che cambia la vita e vi rende testimoni credibili del Vangelo".

 

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