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    » 31/03/2013, 00.00

    VATICANO

    Papa: La forza della resurrezione fa fiorire la terra più arida. Pace in Medio Oriente, Africa ed Asia



    Nel Messaggio Urbi et Orbi Francesco chiede di invocare la pace di Gesù risorto per la Terra Santa e la riconciliazione fra israeliani e palestinesi; per la pace in Iraq e in Siria; per la fine delle violenze in Africa e soprattutto in Mali e in Nigeria; pace in Asia, in particolare nella penisola coreana, segnata da venti di guerra. Prima delle benedizione dalla loggia centrale della basilica, il pontefice ha celebrato la messa sul sagrato di san Pietro. Centinaia di migliaia di fedeli da tutto il mondo hanno riempito la piazza e via della Conciliazione.

    Città del Vaticano (AsiaNews) - "La forza della Resurrezione", che manifesta la misericordia di Dio verso l'uomo, "può far fiorire anche la terra più arida, può ridare vita alle ossa inaridite (cfr Ez 37,1-14)".  Nel Messaggio Urbi et Orbi (a Roma e al mondo) della sua prima Pasqua come vescovo di Roma, papa Francesco invita tutti ad accogliere "la grazia della Risurrezione di Cristo", capace di irrigare i "deserti" dell'uomo, soprattutto "il deserto che c'è dentro di lui, quando manca l'amore per Dio e per il prossimo, quando manca la consapevolezza di essere custode di tutto ciò che il Creatore ci ha donato e ci dona".

    Il pontefice invita tutti a invocare Gesù risorto, che trasforma " la morte in vita" perché muti "l'odio in amore, la vendetta in perdono, la guerra in pace". E implorando la pace "per il mondo intero", egli ricorda  alcune situazioni particolari: quella del Medio oriente, per la riconciliazione fra israeliani e palestinesi e per la pace in Iraq e in Siria,dove viene versato "tanto sangue". Segue poi la domanda di pace per l'Africa, in particolare per il Mali e la Nigeria, il Congo e la Repubblica Centrafricana; e infine per l'Asia, soprattutto per la penisola coreana, dove crescono le minacce di guerra.

    Prima del messaggio e della benedizione Urbi et Orbi, il papa aveva celebrato la messa della risurrezione in piazza san Pietro, con il sagrato traboccante di fiori coloratissimi. Alla celebrazione hanno partecipato decine di cardinali , centinaia di sacerdoti e centinaia di migliaia di fedeli da tutte le parti del mondo, che hanno riempito la piazza e tutta via della Conciliazione.

    Dopo il Messaggio, il papa ha aggiunto, a braccio, un saluto ulteriore, ai "fratelli e sorelle giunti in questa piazza da tutto il mondo e tutti voi che siete collegati" con i media, ringraziando anche per tutti i fiori che inondano la piazza e "giunti dai Paesi Bassi". Poi, il cardinale diacono Jean-Louis Tauran ha introdotto la benedizione Urbi et Orbi. Discostandosi da una tradizione in atto dai tempi di Paolo VI, papa Francesco non ha aggiunto i saluti nelle diverse lingue del mondo. 

    Ecco il testo completo del Messaggio Urbi et Orbi pronunciato da Francesco:

    Cari fratelli e sorelle di Roma e del mondo intero, buona Pasqua! Bona Pasqua!

    Che grande gioia per me potervi dare questo annuncio: Cristo è risorto! Vorrei che giungesse in ogni casa, in ogni famiglia, specialmente dove c'è più sofferenza, negli ospedali, nelle carceri...

    Soprattutto vorrei che giungesse a tutti i cuori, perché è lì che Dio vuole seminare questa Buona Notizia: Gesù è risorto, c'è speranza per te, non sei più sotto il dominio del peccato, del male! Ha vinto l'amore, ha vinto la misericordia! Sempre vince la misericordia di Dio!

    Anche noi, come le donne discepole di Gesù, che andarono al sepolcro e lo trovarono vuoto, possiamo domandarci che senso abbia questo avvenimento (cfr Lc 24,4). Che cosa significa che Gesù è risorto? Significa che l'amore di Dio è più forte del male e della stessa morte; significa che l'amore di Dio può trasformare la nostra vita, far fiorire quelle zone di deserto che ci sono nel nostro cuore.

    Questo stesso amore per cui il Figlio di Dio si è fatto uomo ed è andato fino in fondo nella via dell'umiltà e del dono di sé, fino agli inferi, all'abisso della separazione da Dio, questo stesso amore misericordioso ha inondato di luce il corpo morto di Gesù e lo ha trasfigurato, lo ha fatto passare nella vita eterna. Gesù non è tornato alla vita di prima, alla vita terrena, ma è entrato nella vita gloriosa di Dio e ci è entrato con la nostra umanità, ci ha aperto ad un futuro di speranza.

    Ecco che cos'è la Pasqua: è l'esodo, il passaggio dell'uomo dalla schiavitù del peccato, del male alla libertà dell'amore, del bene. Perché Dio è vita, solo vita, e la sua gloria siamo noi, l'uomo vivente (cfr Ireneo, Adversus haereses, 4,20,5-7).

    Cari fratelli e sorelle, Cristo è morto e risorto una volta per sempre e per tutti, ma la forza della Risurrezione, questo passaggio dalla schiavitù del male alla libertà del bene, deve attuarsi in ogni tempo, negli spazi concreti della nostra esistenza, nella nostra vita di ogni giorno. Quanti deserti, anche oggi, l'essere umano deve attraversare! Soprattutto il deserto che c'è dentro di lui, quando manca l'amore per Dio e per il prossimo, quando manca la consapevolezza di essere custode di tutto ciò che il Creatore ci ha donato e ci dona. Ma la misericordia di Dio può far fiorire anche la terra più arida, può ridare vita alle ossa inaridite (cfr Ez 37,1-14).

    Allora, ecco l'invito che rivolgo a tutti: accogliamo la grazia della Risurrezione di Cristo! Lasciamoci rinnovare dalla misericordia di Dio, lasciamoci amare da Gesù, lasciamo che la potenza del suo amore trasformi anche la nostra vita; e diventiamo strumenti di questa misericordia, canali attraverso i quali Dio possa irrigare la terra, custodire tutto il creato e far fiorire la giustizia e la pace.

    E così domandiamo a Gesù risorto, che trasforma la morte in vita, di mutare l'odio in amore, la vendetta in perdono, la guerra in pace. Sì, Cristo è la nostra pace e attraverso di Lui imploriamo pace per il mondo intero.

    Pace per il Medio Oriente, in particolare tra Israeliani e Palestinesi, che faticano a trovare la strada della concordia, affinché riprendano con coraggio e disponibilità i negoziati per porre fine a un conflitto che dura ormai da troppo tempo. Pace in Iraq, perché cessi definitivamente ogni violenza, e, soprattutto, per l'amata Siria, per la sua popolazione ferita dal conflitto e per i numerosi profughi, che attendono aiuto e consolazione. Quanto sangue è stato versato! E quante sofferenze dovranno essere ancora inflitte prima che si riesca a trovare una soluzione politica alla crisi?

    Pace per l'Africa, ancora teatro di sanguinosi conflitti. In Mali, affinché ritrovi unità e stabilità; e in Nigeria, dove purtroppo non cessano gli attentati, che minacciano gravemente la vita di tanti innocenti, e dove non poche persone, anche bambini, sono tenuti in ostaggio da gruppi terroristici. Pace nell'est della Repubblica Democratica del Congo e nella Repubblica Centroafricana, dove in molti sono costretti a lasciare le proprie case e vivono ancora nella paura.

    Pace in Asia, soprattutto nella Penisola coreana, perché si superino le divergenze e maturi un rinnovato spirito di riconciliazione.

    Pace a tutto il mondo, ancora così diviso dall'avidità di chi cerca facili guadagni, ferito dall'egoismo che minaccia la vita umana e la famiglia, egoismo che continua la tratta di persone, la schiavitù più estesa in questo ventunesimo secol [lo ripete due volte, quasi sillabando - ndr] Pace a tutto il mondo, dilaniato dalla violenza legata al narcotraffico e dallo sfruttamento iniquo delle risorse naturali! Pace a questa nostra Terra! Gesù risorto porti conforto a chi è vittima delle calamità naturali e ci renda custodi responsabili del creato.

    Cari fratelli e sorelle, a tutti voi che mi ascoltate da Roma e da ogni parte del mondo, rivolgo l'invito del Salmo: «Rendete grazie al Signore perché è buono, / perché il suo amore è per sempre. / Dica Israele: / "Il suo amore è per sempre"» (Sal 117,1-2)".

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