25/12/2013, 00.00
VATICANO

Papa: Natale, gloria a Dio misericordioso e pace agli uomini tormentati da guerre e violenze

I conflitti in Siria, Iraq, Terra Santa e Paesi africani nel primo messaggio natalizio di Francesco. Dio "tocchi il cuore" di quanti sono coinvolti nel traffico di esseri umani o nel fenomeno dei bambini soldato. "Signore della vita, proteggi quanti sono perseguitati a causa del tuo nome". "Auguro a tutti di riconoscere il vero volto di Dio, il Padre che ci ha donato Gesù". "E ognuno di noi possa dare gloria a Dio soprattutto con la vita, con una vita spesa per amore suo e dei fratelli".

Città del Vaticano (AsiaNews) - "Dare gloria a Dio, perché è buono, è fedele, è misericordioso" e sia "pace agli uomini" nelle regioni tormentate dalla guerra, come la Siria, o dalla violenza, come l'Iraq - dove ancora questa notte, a Baghdad, una bomba ha ucciso almeno 15 cristiani che uscivano dalla messa - e tanti Paesi d'Africa, o alla ricerca del negoziato, come la Terra Santa. Ci sono i tormenti del mondo nel primo messaggio natalizio di papa Francesco e non solo quelli provocati dai conflitti. C'è la preghiera perché Dio "tocchi il cuore" di quanti sono coinvolti nel traffico di esseri umani o nel fenomeno dei bambini soldato, perché trovino accoglienza i migranti e sollievo coloro che sono stati colpiti da calamità naturali, come i filippini. E "Signore della vita, proteggi quanti sono perseguitati a causa del tuo nome".

Uno sguardo ai dolori del mondo, ma nella luce dalla speranza offerta dalla nascita di Gesù e che ieri sera, durante la messa della notte, aveva visto la preghiera dei fedeli anche in aramaico e cinese, lingua in cui si è pregato per tutti i cristiani perseguitati a causa delle fede.

Il Papa, che ieri sera ha voluto portare in processione il Bambinello e lo ha messo nel presepe (nella foto), alle oltre 100mila persone presenti oggi in piazza san Pietro ha ricordato che il Natale è innanzi tutto "gloria a Dio". "In questo giorno auguro a tutti di riconoscere il vero volto di Dio, il Padre che ci ha donato Gesù. Auguro a tutti di sentire che Dio è vicino, di stare alla sua presenza, di amarlo, di adorarlo. E ognuno di noi possa dare gloria a Dio soprattutto con la vita, con una vita spesa per amore suo e dei fratelli".

E poi "pace agli uomini". "La vera pace, noi lo sappiamo, non è un equilibrio tra forze contrarie. Non è una bella 'facciata', dietro alla quale ci sono contrasti e divisioni. La pace è un impegno di tutti i giorni, è artigianale, che si porta avanti a partire dal dono di Dio, dalla sua grazia che ci ha dato in Gesù Cristo.
Guardando il Bambino nel presepe, pensiamo ai bambini che sono le vittime più fragili delle guerre, ma pensiamo anche agli anziani, alle donne maltrattate, ai malati... Le guerre spezzano e feriscono tante vite! Troppe ne ha spezzate negli ultimi tempi il conflitto in Siria, fomentando odio e vendetta. Continuiamo a pregare il Signore perché risparmi all'amato popolo siriano nuove sofferenze e le parti in conflitto mettano fine ad ogni violenza e garantiscano l'accesso agli aiuti umanitari. Abbiamo visto quanto è potente la preghiera! E sono contento che oggi si uniscano a questa nostra implorazione per la pace in Siria anche credenti di diverse confessioni religiose. Non perdiamo mai il coraggio della preghiera! Il coraggio di dire: Signore, dona la tua pace alla Siria e al mondo intero". "E anche ai non credenti dico di desiderare la pace. Con quel desiderio che allarga il cuore. Tutti uniti con la preghiera o con il desiderio. Tutti uniti per la pace"

"Dona pace alla Repubblica Centroafricana, spesso dimenticata dagli uomini. Ma tu, Signore, non dimentichi nessuno! E vuoi portare pace anche in quella terra, dilaniata da una spirale di violenza e di miseria, dove tante persone sono senza casa, acqua e cibo, senza il minimo per vivere. Favorisci la concordia nel Sud-Sudan, dove le tensioni attuali hanno già provocato troppe vittime e minacciano la pacifica convivenza di quel giovane Stato".

"Tu, Principe della pace, converti ovunque il cuore dei violenti perché depongano le armi e si intraprenda la via del dialogo. Guarda alla Nigeria, lacerata da continui attacchi che non risparmiano gli innocenti e gli indifesi. Benedici la Terra che hai scelto per venire nel mondo e fa' giungere a felice esito i negoziati di pace tra Israeliani e Palestinesi. Sana le piaghe dell'amato Iraq, colpito ancora da frequenti attentati. Tu, Signore della vita, proteggi quanti sono perseguitati a causa del tuo nome. Dona speranza e conforto ai profughi e ai rifugiati, specialmente nel Corno d'Africa e nell'est della Repubblica Democratica del Congo. Fa' che i migranti in cerca di una vita dignitosa trovino accoglienza e aiuto. Tragedie come quelle a cui abbiamo assistito quest'anno, con i numerosi morti a Lampedusa, non accadano mai più!".

"O Bambino di Betlemme, tocca il cuore di quanti sono coinvolti nella tratta di esseri umani, affinché si rendano conto della gravità di tale delitto contro l'umanità. Volgi il tuo sguardo ai tanti bambini che vengono rapiti, feriti e uccisi nei conflitti armati, e a quanti vengono trasformati in soldati, derubati della loro infanzia. Signore del cielo e della terra, guarda a questo nostro pianeta, che spesso la cupidigia e l'avidità degli uomini sfrutta in modo indiscriminato. Assisti e proteggi quanti sono vittime di calamità naturali, soprattutto il caro popolo filippino, gravemente colpito dal recente tifone".

Ma Natale, aveva ammonito durante la messa della notte, non è solo emozione, sentimento e preghiera per la pace. Natale ci dice "la realtà di ciò che siamo", ovvero "popolo in cammino", popolo pellegrino che "non vuole essere popolo errante" perché "la nostra identità di credenti è quella di gente pellegrina verso la terra promessa". "Nella nostra storia personale si alternano momenti luminosi e oscuri, luci e ombre. Se amiamo Dio e i fratelli, camminiamo nella luce, ma se il nostro cuore si chiude, se prevalgono in noi l'orgoglio, la menzogna, la ricerca del proprio interesse, allora scendono le tenebre dentro di noi e intorno a noi".

Ma la grazia è apparsa nel mondo con Gesù, "venuto per liberarci dalle tenebre e donarci la luce", e in cui si vede "la misericordia e la tenerezza del Padre". "Gesù è l'Amore fattosi carne. Non è soltanto un maestro di sapienza, non è un ideale a cui tendiamo e dal quale sappiamo di essere inesorabilmente lontani, è il senso della vita e della storia che ha posto la sua tenda in mezzo a noi". E "i pastori sono stati i primi a vedere questa "tenda", a ricevere l'annuncio della nascita di Gesù. Sono stati i primi perché erano tra gli ultimi, gli emarginati".

"In questo giorno illuminato dalla speranza evangelica che proviene dall'umile grotta di Betlemme - è l'augurio che il Papa rivolge oggi al mondo - invoco il dono natalizio della gioia e della pace per tutti: per i bambini e gli anziani, per i giovani e le famiglie, per i poveri e gli emarginati. Gesù, nato per noi, conforti quanti sono provati dalla malattia e dalla sofferenza; sostenga coloro che si dedicano al servizio dei fratelli più bisognosi. Buon Natale a tutti!".

 

 

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