08/02/2009, 00.00
VATICANO
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Papa: Preghiamo per i malati, soprattutto per quelli totalmente dipendenti dalle cure degli altri

Benedetto XVI prega per i malati e il loro desiderio di vita e domanda ai cristiani di continuare l’opera di “Cristo vero medico dei corpi e delle anime”, mentre in Italia è forte la tensione sul caso Englaro. L’11 febbraio, il papa incontra i malati radunati nella basilica di san Pietro. Invito a pregare per la riconciliazione nazionale e la giustizia sociale in Madagascar.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Preghiamo per tutti i malati, specialmente per quelli più gravi, che non possono in alcun modo provvedere a se stessi, ma sono totalmente dipendenti dalle cure altrui: possa ciascuno di loro sperimentare, nella sollecitudine di chi gli è accanto, la potenza dell’amore di Dio e la ricchezza della sua grazia che salva. Maria, salute degli infermi, preghi per noi!”. È l’appello di Benedetto XVI in occasione della Giornata del malato, che si celebra l’11 febbraio di ogni anno, nella memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, che il pontefice ha voluto ricordare oggi all’Angelus in piazza san Pietro. L’appello cade in un momento molto significativo in Italia, dove si dibatte il caso di Eluana Englaro, donna di 38 anni, da 17 in coma, ma autonoma nella respirazione, a cui i medici, d’accordo col padre, hanno deciso di togliere idratazione e nutrimento. La malata è stata trasferita il 3 febbraio scorso da Lecco a Udine, presso la clinica “La Quiete” dove viene fatta morire di fame e di sete, somministrandole intanto dei sedativi perché non provi dolore.

Il governo ha cercato di varare un decreto legge che proibisca la sottrazione ai malati di cibo ed acqua, che non sono da considerare strumenti di “accanimento terapeutico”. Il rifiuto del presidente italiano, Giorgio Napolitano, ha reso inefficace il decreto. Il governo ha allora stilato una bozza di legge che vuole varare in tempi brevissimi per fermare quella che viene definita “l’esecuzione”, “l’omicidio” di Eluana Englaro e che rischia di introdurre in Italia una forma di eutanasia.

Sul dramma della Englaro si sono espressi molti cardinali e vescovi. Il papa non ne ha mai parlato direttamente, ma nei giorni scorsi ha fatto appelli contro l’eutanasia e ha sottolineato la dignità della vita anche per i malati inguaribili. Soprattutto, il pontefice ha sempre sottolineato il compito delle comunità cristiane nello stare vicini ai malati e alle famiglie che hanno fra i suoi membri dei malati gravi (V. Papa: testimoniare la carità stando vicino ai bambini che soffrono e alle loro famiglie).

Anche oggi, riferendosi al Vangelo della domenica (Mc 1, 29-39), Benedetto XVI ha ricordato anzitutto  Gesù che “risana una moltitudine di persone afflitte da mali di ogni genere”. E poi ha spiegato: “L’opera di Gesù si prolunga nella missione della Chiesa. Mediante i Sacramenti è Cristo che comunica la sua vita a moltitudini di fratelli e sorelle, mentre risana e conforta innumerevoli malati attraverso le tante attività di assistenza sanitaria che le comunità cristiane promuovono con carità fraterna. È vero: quanti cristiani – sacerdoti, religiosi e laici – hanno prestato e continuano a prestare in ogni parte del mondo le loro mani, i loro occhi e i loro cuori a Cristo, vero medico dei corpi e delle anime!”.

Benedetto XVI si è anche diffuso “sul senso e sul valore della malattia in ogni situazione in cui l’essere umano possa trovarsi”. “Nonostante che la malattia faccia parte dell’esperienza umana – ha detto -  ad essa non riusciamo ad abituarci, non solo perché a volte diventa veramente pesante e grave, ma essenzialmente perché siamo fatti per la vita. Giustamente il nostro "istinto interiore" ci fa pensare a Dio come pienezza di vita, anzi come Vita eterna e perfetta. Quando siamo provati dal male e le nostre preghiere sembrano risultare vane, sorge allora in noi il dubbio ed angosciati ci domandiamo: qual è la volontà di Dio? È proprio a questo interrogativo che troviamo risposta nel Vangelo. Ad esempio, nel brano odierno leggiamo che ‘Gesù guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demoni’ (Mc 2,34); in un altro passo di san Matteo, si dice che ‘Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo’ (Mt 4,23). Gesù non lascia dubbi: Dio – del quale Lui stesso ci ha rivelato il volto – è il Dio della vita, che ci libera da ogni male. I segni di questa sua potenza d’amore sono le guarigioni che compie: dimostra così che il Regno di Dio è vicino restituendo uomini e donne alla loro piena integrità di spirito e di corpo. Si comprende, pertanto, perché la sua predicazione e le guarigioni che opera siano sempre unite: formano infatti un unico messaggio di speranza e di salvezza”.

In occasione della Giornata mondiale del malato, il pontefice ha ricordato che l’11 febbraio nella basilica di san Pietro si terrà una messa presieduta dal Presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, Cardinale Lozano Barragán. Nel pomeriggio il papa stesso incontrerà i malati e i pellegrini nella basilica. Benedetto XVI ha aggiunto: “Fin da ora assicuro la mia speciale benedizione a tutti i malati, agli operatori sanitari e ai volontari in ogni parte del mondo”.

Dopo la preghiera mariana, il papa ha chiesto ai cattolici di tutto il mondo di unirsi in preghiera con i fedeli del Madagascar, dove da settimane si susseguono scontri e manifestazioni fra la polizia e la popolazione che critica le scelte economiche del presidente e la riduzione delle libertà civili. Per questo i vescovi dell'Isola hanno indetto per oggi una giornata di preghiera in favore della riconciliazione nazionale e della giustizia sociale. “Vi invito – ha detto il papa - ad unirvi ai cattolici malgasci per affidare al Signore i morti nelle manifestazioni e per invocare da Lui, per intercessione di Maria Santissima, il ritorno alla concordia degli animi, alla tranquillità sociale e alla convivenza civile”.

Foto: CPP

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