29/03/2015, 00.00
VATICANO
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Papa: Settimana Santa, la via di Dio è l’umiltà. E’ la strada di Gesù e noi andremo su questa strada

Alla Messa delle Palme, che inizia la Settimana Santa, papa Francesco ricorda l’esempio di persone che nel nascondimento “rinunciano a sé stessi per servire gli altri: un parente malato, un anziano solo, una persona disabile…”. E ricorda anche i martiri di oggi, i perseguitati a causa della fede, “un nugolo di testimoni”. La Domenica delle Palme coincide con la celebrazione della 30ma Giornata della Gioventù. Il servizio al pontefice e all’altare garantito dai diaconi del Pontificio Istituto Missioni Estere. L'invito ai giovani al pellegrinaggio a Cracovia nel 2016. Il ricordo delle vittime del disastro aereo sulle Alpi francesi.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “La Settimana Santa, che ci conduce alla Pasqua”, è quella in cui noi percorriamo la “strada dell’umiliazione di Gesù. E solo così sarà ‘santa’ anche per noi… Questa è la via di Dio, la via dell’umiltà. E’ la strada di Gesù, non ce n’è un’altra”.

Con queste parole papa Francesco ha sintetizzato il senso della Settimana Santa, in cui la Chiesa fa memoria della passione, della morte e della resurrezione di Gesù. La Domenica delle Palme, in cui si ricorda l’entrata di Gesù a Gerusalemme, accolto da giovani che lo salutavano con rami di palma, è anche il giorno in cui si celebra la Giornata mondiale della gioventù a livello diocesano. Per questo piazza san Pietro è gremita di fedeli, fra cui molti giovani con alte palme, o rami d’ulivo. Per l’occasione, il servizio al pontefice e all’altare è svolto dai diaconi del seminario del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere).

La celebrazione di oggi è iniziata attorno all’obelisco nel mezzo della piazza, dove il papa ha benedetto i rami di ulivo. Poi, in processione fedeli, vescovi e cardinali presenti si sono diretti verso il sagrato dove ha avuto inizio la messa detta “della passione del Signore” perché il vangelo è costituito dalla lunga lettura di una Passione del vangelo. Quest’anno (l’anno B), si legge la Passione secondo Marco.

Nell’omelia papa Francesco parla della “umiliazione di Gesù”. “Questa parola – dice - ci svela lo stile di Dio e del cristiano: l’umiltà. Uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai!”.

“Umiliarsi – aggiunge - è prima di tutto lo stile di Dio: Dio si umilia per camminare con il suo popolo, per sopportare le sue infedeltà. Lo si vede bene leggendo il Libro dell’Esodo: che umiliazione per il Signore ascoltare tutte quelle mormorazioni, quelle lamentele! Erano rivolte contro Mosè, ma in fondo andavano contro di Lui, il loro Padre, che li aveva fatti uscire dalla condizione di schiavitù e li guidava nel cammino attraverso il deserto fino alla terra della libertà”.

Ma la Settimana Santa mette in luce soprattutto “l’umiliazione di Gesù”, con i tradimenti, gli oltraggi, le torture, gli insulti che Egli subisce durante la passione. “Percorrendo fino in fondo questa strada – aggiunge -  il Figlio di Dio ha assunto la ‘forma di servo’ (cfr Fil 2,7). In effetti, umiltà vuol dire servizio, vuol dire lasciare spazio a Dio spogliandosi di sé stessi, ‘svuotandosi’, come dice la Scrittura (v. 7). Questa è l’umiliazione più grande”.

Contraria alla via di Cristo, vi è quella della mondanità: “La mondanità ci offre la via della vanità, dell’orgoglio, del successo… E’ l’altra via. Il maligno l’ha proposta anche a Gesù, durante i quaranta giorni nel deserto. Ma Gesù l’ha respinta senza esitazione. E con Lui anche noi possiamo vincere questa tentazione, non solo nelle grandi occasioni, ma nelle comuni circostanze della vita”.

Il papa ricorda “l’esempio di tanti uomini e donne che, nel silenzio e nel nascondimento, ogni giorno rinunciano a sé stessi per servire gli altri: un parente malato, un anziano solo, una persona disabile…”.

E ricorda pure la via di Cristo che vivono tutti i perseguitati a causa della fede: “Pensiamo anche all’umiliazione di quanti per il loro comportamento fedele al Vangelo sono discriminati e pagano di persona. E pensiamo ai nostri fratelli e sorelle perseguitati perché cristiani, i martiri di oggi: non rinnegano Gesù e sopportano con dignità insulti e oltraggi. Lo seguono sulla sua via. Possiamo parlare di ‘un nugolo di testimoni’” (cfr Eb 12,1).

“Mettiamoci– ha concluso - anche noi decisamente su questa strada, con tanto amore per Lui, il nostro Signore e Salvatore. Sarà l’amore a guidarci e a darci forza. E dove è Lui, saremo anche noi (cfr Gv 12,26). Amen”.

Prima della conclusione della messa e della recita dell’Angelus, il papa ha  voluto salutare tutti i giovani presenti: “Vi esorto – ha detto - a proseguire il vostro cammino sia nelle diocesi, sia nel pellegrinaggio attraverso i continenti, che vi porterà l’anno prossimo a Cracovia, patria di san Giovanni Paolo II, iniziatore delle Giornate Mondiali della Gioventù. Il tema di quel grande Incontro: «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia» (Mt 5,7), si intona bene con l’Anno Santo della Misericordia. Lasciatevi riempire dalla tenerezza del Padre, per diffonderla intorno a voi!”.

Prima della recita della preghiera mariana, Francesco ha affidato all’intercessione di “Maria nostra Madre…  le vittime della sciagura aerea di martedì scorso [l’A320 schiantatosi sulle Alpi francesi], tra le quali vi era anche un gruppo di studenti tedeschi”. 

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