10/04/2017, 12.34
VATICANO
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Papa: dalla tecnologia un grande potere, ma anche rischi per l’uomo e le nazioni povere

“I cittadini, e talvolta anche coloro che li rappresentano e li governano”, possono non avvertano pienamente la serietà delle sfide che si presentano. Quando “l’intreccio tra potere tecnologico e potere economico si fa più stretto, allora gli interessi possono condizionare gli stili di vita e gli orientamenti sociali nella direzione del profitto di certi gruppi industriali e commerciali”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Il potere enorme e crescente che le tecnologie mettono nelle mani dell’uomo porta con sé un duplice rischio: che i cittadini e talvolta i governanti non avvertano pienamente la serietà delle sfide che si presentano e che l’intreccio con il potere economico condizioni gli orientamenti sociali e danneggi i Paesi poveri.

E’ il monito espresso oggi da papa Francesco nel saluto che ha rivolto ai membri del Comitato italiano per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita, ricevuti in occasione del 25mo anniversario dell’istituzione del loro Comitato.

Nel suo discorso il Papa ha ricordato che nel libro della Genesi Dio ha affidato all’uomo il compito di “coltivare” e “custodire” il creato. “Il vostro compito – ha sottolineato - è non solo quello di promuovere lo sviluppo armonico ed integrato della ricerca scientifica e tecnologica che riguarda i processi biologici della vita vegetale, animale e umana; a voi è anche chiesto di prevedere e prevenire le conseguenze negative che può provocare un uso distorto delle conoscenze e delle capacità di manipolazione della vita”.

“Lo scienziato, come il tecnologo, è chiamato a ‘sapere’ e ‘saper fare’ con sempre maggiore precisione e creatività nel campo di sua competenza e, nello stesso tempo, a prendere decisioni responsabili sui passi da compiere e su quelli di fronte ai quali fermarsi e imboccare una strada diversa. Il principio di responsabilità è un cardine imprescindibile dell’agire dell’uomo, che dei propri atti e delle proprie omissioni deve rispondere di fronte a sé stesso, agli altri e ultimamente a Dio. Le tecnologie, ancora più delle scienze, mettono nelle mani dell’uomo un potere enorme e crescente. Il rischio grave è quello che i cittadini, e talvolta anche coloro che li rappresentano e li governano, non avvertano pienamente la serietà delle sfide che si presentano, la complessità dei problemi da risolvere, e il pericolo di usare male della potenza che le scienze e le tecnologie della vita mettono nelle nostre mani (cfr Romano Guardini, La fine dell’epoca moderna, Brescia 1987, pp. 80-81). Quando poi l’intreccio tra potere tecnologico e potere economico si fa più stretto, allora gli interessi possono condizionare gli stili di vita e gli orientamenti sociali nella direzione del profitto di certi gruppi industriali e commerciali, a detrimento delle popolazioni e delle nazioni più povere. Non è facile giungere a un’armonica composizione delle diverse istanze scientifiche, produttive, etiche, sociali, economiche e politiche, promuovendo uno sviluppo sostenibile che rispetti la ‘casa comune’. Tale armonica composizione richiede umiltà, coraggio e apertura al confronto tra le diverse posizioni, nella certezza che la testimonianza resa dagli uomini di scienza alla verità e al bene comune contribuisce alla maturazione della coscienza civile”.

“A conclusione di questa riflessione, permettetemi di ricordare che le scienze e le tecnologie sono fatte per l’uomo e per il mondo, non l’uomo e il mondo per le scienze e le tecnologie. Esse siano al servizio di una vita dignitosa e sana per tutti, nel presente e nel futuro, e rendano la nostra casa comune più abitabile e solidale, più curata e custodita”.

 

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