06/08/2014, 00.00
VATICANO
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Papa: le Beatitudini sono "il ritratto di Gesù" e la base del suo "insegnamento nuovo"

Nel giorno del giudizio "non avremo titoli, crediti o privilegi da accampare. Il Signore ci riconoscerà se a nostra volta lo avremo riconosciuto nel povero, nell'affamato, in chi è indigente ed emarginato, in chi è sofferente e solo... È questo uno dei criteri fondamentali di verifica della nostra vita cristiana".

Città del Vaticano (AsiaNews) - Le Beatitudini sono "il ritratto di Gesù", la base del suo "insegnamento nuovo", "la strada che Dio indica come risposta al desiderio di felicità insito nell'uomo, e perfezionano i comandamenti dell'Antica Alleanza". Ancora la Chiesa nelle catechesi di papa Francesco per le udienza generali, riprese oggi, dopo la pausa del mese di luglio, nell'aula Paolo VI, che il Papa ha percorso a piedi, soffermandosi a lungo a salutare i presenti, baciando bambini e scambiando più volte lo zucchetto con quelli portati da qualcuno dei fedeli.

"Nelle precedenti catechesi - ha detto - abbiamo visto come la Chiesa costituisce un popolo, un popolo preparato con pazienza e amore da Dio e al quale siamo tutti chiamati ad appartenere. Oggi vorrei mettere in evidenza la novità che caratterizza questo popolo, c'è una novità che la caratterizza: si tratta davvero di un nuovo popolo, che si fonda sulla nuova alleanza, stabilita dal Signore Gesù con il dono della sua vita. Questa novità non nega il cammino precedente né si contrappone ad esso, ma anzi lo porta avanti, lo porta a compimento".

A fare da "cerniera tra l'Antico e il Nuovo Testamento" è "una figura molto significativa", Giovanni Battista, il "precursore", "colui che prepara la venuta del Signore", il "testimone, in quanto ci fa riconoscere in Gesù Colui che viene dall'alto, per perdonare i nostri peccati e per fare del suo popolo la sua sposa, primizia dell'umanità nuova. Come «precursore» e «testimone», Giovanni Battista ricopre un ruolo centrale all'interno di tutta la Scrittura, in quanto fa da ponte tra la promessa dell'Antico Testamento e il suo compimento, tra le profezie e la loro realizzazione in Gesù Cristo. Con la sua testimonianza Giovanni ci indica Gesù, ci invita a seguirlo, e ci dice senza mezzi termini che questo richiede umiltà, pentimento e conversione: è un invito che fa all'umiltà, al pentimento e alla conversione".

"Come Mosè aveva stipulato l'alleanza con Dio in forza della legge ricevuta sul Sinai, così Gesù, da una collina in riva al lago di Galilea, consegna ai suoi discepoli e alla folla un insegnamento nuovo che comincia con le Beatitudini. Mosè dà la Legge nel Sinai e Gesù, il nuovo Mosè, dà la Legge su quel monte, sulla riva del Lago di Galilea. Le Beatitudini sono la strada che Dio indica come risposta al desiderio di felicità insito nell'uomo, e perfezionano i comandamenti dell'Antica Alleanza. Noi siamo abituati a imparare i dieci comandamenti,; sicuro ... Tutti voi lo sapete. Lo avete imparato nella Catechesi, ma non siamo abituati a ripetere le Beatitudini. Proviamo invece a ricordarle e a imprimerle nel nostro cuore".

Papa Francesco ha quindi recitato le Beatitudini, invitando i presenti a ripeterle e ha poi dato "un compito da fare a casa: prendete il Vangelo, uno piccolo che dovete portare sempre con voi, e nel vangelo di Matteo capitolo 5 ci sono le Beatitudini. Leggetele! In queste parole c'è tutta la novità portata da Cristo: in effetti, le Beatitudini sono il ritratto di Gesù, la sua forma di vita; e sono la via della vera felicità, che anche noi possiamo percorrere con la grazia che Gesù ci dona".

"Oltre alla nuova legge, Gesù ci consegna anche il 'protocollo' sul quale saremo giudicati: è quello che troviamo nel venticinquesimo capitolo del Vangelo di Matteo, dove c'è il protocollo, le domande che ci faranno il giorno del giudizio. Non avremo titoli, crediti o privilegi da accampare. Il Signore ci riconoscerà se a nostra volta lo avremo riconosciuto nel povero, nell'affamato, in chi è indigente ed emarginato, in chi è sofferente e solo... È questo uno dei criteri fondamentali di verifica della nostra vita cristiana, sul quale Gesù ci invita a misurarci ogni giorno. È questo uno dei criteri fondamentali di verifica della nostra vita cristiana, sul quale Gesù ci invita a misurarci ogni giorno. Io leggo le Beatitudini e penso come deve essere la mia vita cristiana e poi faccio l'esame di coscienza con questo capitolo 25 di Matteo ... ogni giorno: ho fatto questo, ho fatto questo, ho fatto questo ... Ma ci farà bene! Sono cose semplici ma concrete".

"La nuova alleanza - ha concluso il Papa - consiste proprio in questo: nel riconoscersi, in Cristo, avvolti dalla misericordia e dalla compassione di Dio. È questo che riempie il nostro cuore di gioia, ed è questo che fa della nostra vita una testimonianza bella e credibile dell'amore di Dio per tutti i fratelli che incontriamo ogni giorno. Ricordatevi i compiti! Capitolo quinto di Matteo e capitolo 25 di Matteo".

Rivolgendosi infine agli italiani presenti all'udienza, Francesco ha ricordato che oggi è l'anniversario della morte di Paolo VI, avvenuta il 6 agosto 1978. "Lo ricordiamo con affetto e con ammirazione, considerando come egli visse totalmente dedito al servizio della Chiesa, che amò con tutto se stesso. Il suo esempio di fedele servitore di Cristo e del Vangelo sia di incoraggiamento e di stimolo per tutti noi".

 

 

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