17/10/2010, 00.00
VATICANO
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Papa: non stanchiamoci di pregare, Dio, che è buono, ci esaudirà

Benedetto XVI ha canonizzato sei nuovi santi: due italiane, una spagnola, un polacco, un canadese e un’australiana ai quali ha raccomandato il Sinodo per il Medio Oriente.
Città del Vaticano (AsiaNews) - La “necessità di pregare sempre, senza stancarsi”, perché “Dio, che è buono”, è “la generosità in persona”, è “misericordioso”, “esaudirà chi lo prega” è stata ricordata oggi da Benedetto XVI commentando il Vangelo di oggi e, al tempo stesso, portando l’esempio di quanto fecero durante la loro vita i sei nuovi santi canonizzati oggi.
 
Sono san Stanisław Kazimierczyk, religioso dei Canonici regolari del XV secolo, “sacerdote, educatore, attento alla cura dei bisognosi”; padre André Bessette, religioso della Congregazione della Santa Croce, per il quale “credere significa sottomettersi liberamente e per amore alla volontà divina”, uomo semplice che “grazie a questa semplicità ha permesso a molti di vedere Dio”; Cándida María de Jesús Cipitria y Barriola, fondatrice delle Figlie di Gesù, che volle “vivere solo per Dio”, portando “la speranza che non vacilla specialmete a quanti ne hanno più bisogno”; Mary McKillop, fondatrice della prima comunità religiosa femminile australiana, che “ha dedicato se stessa all’educazione dei poveri”, “coraggioso e santo esempio di zelo, perseveranza e preghiera”; Giulia Salzano, fondatrice della Congregazione delle suore catechiste del Sacro Cuore di Gesù, che si dedicò all’educazione cristiana “con generosità e intelligenza, contribuendo alla formazione di persone di ogni età e ceto sociale”; Battista Camilla Varano, monaca clarissa del XV secolo, “testimoniò fino in fondo il senso evangelico della vita, specialmente perseverando nella preghiera”, “protagonista in quel vasto movimento di riforma della spiritualità femminile francescana che intendeva recuperare pienamente il carisma di santa Chiara d’Assisi”.
 
Due italiane, una spagnola, un polacco, un canadese e un’australiana, vissuti in epoche e contesti diversi, una “festa della sanitità”, un esempio dal quale “facciamoci guidare” e ai quali il Papa ha raccomandato il Sinodo per il Medio Oriente, che si sta svolgendo in Vaticano.
 
Alle 50mila persone presenti in piazza san Pietro, Benedetto XVI ha ricordato che “la liturgia di questa domenica ci offre un insegnamento fondamentale: la necessità di pregare sempre, senza stancarsi. Talvolta - ha aggiunto - noi ci stanchiamo di pregare, abbiamo l’impressione che la preghiera non sia tanto utile per la vita, che sia poco efficace. Perciò siamo tentati di dedicarci all’attività, di impiegare tutti i mezzi umani per raggiungere i nostri scopi, e non ricorriamo a Dio. Gesù invece afferma che bisogna pregare sempre, e lo fa mediante una specifica parabola (cfr Lc 18,1-8). Questa parla di un giudice che non teme Dio e non ha riguardo per nessuno, un giudice che non ha nessun atteggiamento positivo, ma cerca solo il proprio interesse. Non ha timore del giudizio di Dio e non ha rispetto per il prossimo. L’altro personaggio è una vedova, una persona in una situazione di debolezza. Nella Bibbia, la vedova e l’orfano sono le categorie più bisognose, perché indifese e senza mezzi. La vedova va dal giudice e gli chiede giustizia. Le sue possibilità di essere ascoltata sono quasi nulle, perché il giudice la disprezza ed ella non può fare nessuna pressione su di lui. Non può nemmeno appellarsi a principi religiosi, poiché il giudice non teme Dio. Perciò questa vedova sembra priva di ogni possibilità. Ma lei insiste, chiede senza stancarsi, è importuna, e così alla fine riesce ad ottenere dal giudice il risultato”.
 
“A questo punto – ha detto ancora - Gesù fa una riflessione, usando l’argomento a fortiori: se un giudice disonesto alla fine si lascia convincere dalla preghiera di una vedova, quanto più Dio, che è buono, esaudirà chi lo prega. Dio infatti è la generosità in persona, è misericordioso, e quindi è sempre disposto ad ascoltare le preghiere. Pertanto, non dobbiamo mai disperare, ma insistere sempre nella preghiera”.
 
“La conclusione del brano evangelico parla della fede: «Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» (Lc 18,8). E’ una domanda - la conclusione del Papa - che vuole suscitare un aumento di fede da parte nostra. E’ chiaro infatti che la preghiera dev’essere espressione di fede, altrimenti non è vera preghiera. Se uno non crede nella bontà di Dio, non può pregare in modo veramente adeguato. La fede è essenziale come base dell’atteggiamento della preghiera. E’ quanto hanno fatto i sei nuovi santi che oggi vengono proposti alla venerazione della Chiesa universale”.
 
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