27/08/2018, 12.48
VATICANO
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Papa: tra domande di perdono e richieste di dimissioni

di Franco Pisano

Al termine del viaggio in Irlanda Francesco ha rinnovato la domanda di perdono per gli abusi compiuti da persone della Chiesa. Ma un dossier dell’ex nunzio negli Usa lo accusa di aver coperto le malefatte del cardinale McCarrick e gli chiede di dimettersi.

Roma (AsiaNews) - Chiedere a papa Francesco di dimettersi può essere solo un nuovo capitolo del contrasto in atto all’interno della Chiesa tra “conservatori” e “progressisti”. Di certo è un fatto senza precedenti. Soprattutto per la motivazione: aver coperto le malefatte del cardinale Theodore McCarrick, accusato di molestie sessuali contro giovani seminaristi.

Accusa resa più grave dal fatto di essere giunta al termine del viaggio del Papa in Irlanda, nel corso del quale Francesco a più riprese ha espresso “vergogna” e “dolore” per gli abusi avvenuti negli anni passati all’interno della Chiesa, non solo irlandese. Ancora ieri, nella messa che ha concluso l’Incontro mondiale delle famiglie, nell’atto penitenziale ha letto un pensiero scritto in spagnolo, e quindi evidentemente di suo pugno: “Ieri mi sono incontrato con otto persone sopravvissute di abusi di potere, di coscienza e sessuali. Raccogliendo quello che mi hanno detto, vorrei porre davanti alla misericordia del Signore questi crimini e chiederne perdono. Chiediamo perdono per gli abusi in Irlanda, abusi di potere e di coscienza, abusi sessuali da parte di membri qualificati della Chiesa. In modo speciale chiediamo perdono per tutti gli abusi commessi in diversi tipi di istituzioni dirette da religiosi e da religiose e da altri membri della Chiesa. E chiediamo perdono per i casi di sfruttamento lavorativo a cui sono stati sottoposti tanti minori”.

“Chiediamo perdono per le volte in cui come Chiesa non abbiamo offerto ai sopravvissuti di qualsiasi tipo di abuso compassione, ricerca di giustizia e di verità, con azioni concrete. Chiediamo perdono”.

“Chiediamo perdono per alcuni membri della gerarchia che non si sono fatti carico di queste situazioni dolorose e che sono rimasti in silenzio. Chiediamo perdono”.

“Chiediamo perdono per i bambini che sono stati tolti alle loro mamme, e per tutte quelle volte in cui si diceva a tante ragazze-madri che provavano a cercare i loro figli dai quali erano state separate, o ai figli, che cercavano le loro mamme, si diceva che era peccato mortale: questo non è peccato mortale, è il quarto comandamento. Chiediamo perdono”.

“Il Signore mantenga e faccia crescere questo stato di vergogna e di pentimento, e ci dia la forza per impegnarci affinché mai più accadano queste cose e perché si faccia giustizia. Amen”.

Dirompente, in questo quadro, l’accusa contro Francesco, contenuta in un lungo e articolato dossier dell’ex nunzio apostolico negli Usa, mons. Carlo Maria Viganò: Francesco non avrebbe ascoltato le denunce che da anni gravavano contro McCarrick, che ne avrebbe sponsorizzato l’elezione durante il conclave, anche se a luglio gli ha tolto il cardinalato, proprio a causa degli abusi. Per i quali Benedetto XVI aveva tentato di imporre l’isolamento di McCarrick, senza riuscirci per le protezioni delle quali il porporato statunitense godeva da parte dei massimi gradi delle gerarchie vaticane. Nel dossier compaiono decine di nomi di prelati, accusati a vario titolo.

Quanto a Francesco, sarebbe stato informato personalmente dallo stesso mons. Viganò dal giugno del 2013.

Sul dossier e relative accuse una domanda è stata fatta a Francesco ieri, durante il volo che dall’Irlanda lo riportava a Roma, nel corso del consueto incontro con i giornalisti. "Ho letto, questa mattina, quel comunicato”, ha risposto Francesco. “L’ho letto - ha aggiunto – e sinceramente devo dirvi questo: leggete voi, attentamente, il comunicato e fate voi il vostro giudizio. Io non dirò una parola su questo. Credo che il comunicato parla da se stesso, e voi avete la capacità giornalistica sufficiente per trarre le conclusioni. È un atto di fiducia: quando sarà passato un po’ di tempo e voi avrete tratto le conclusioni, forse io parlerò. Ma vorrei che la vostra maturità professionale faccia questo lavoro: vi farà bene, davvero. Va bene così”.

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