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    » 16/06/2012, 00.00

    LAOS

    Paradosso laotiano: vivere accanto a una centrale idroelettrica, senza corrente e acqua potabile



    È il mega-impianto di Nam Theun 2, il più grande del Paese con oltre mille megawatt di potenza. Per la costruzione sono stati spesi 1,25 miliardi di dollari e oltre 6mila persone hanno dovuto abbandonare le loro case. Ma nei nuovi villaggi, costruiti vicino alla diga, manca l’energia elettrica e le abitazioni sono soggette ad allagamenti.

    Vientiane (AsiaNews/Agenzie) - Il paradosso di vivere accanto a una centrale idroelettrica, che hanno contribuito a costruire col proprio lavoro, e non poter usufruire di energia e acqua potabile. È la condizione di alcune delle migliaia di persone che hanno realizzato la Nam Theun 2, impianto da 1.070 megawatt di potenza, realizzato lungo un affluente del fiume Mekong nella provincia di Khammouane, attivo dal marzo 2010. Per realizzare la diga - la più imponente di tutto il Laos - gli abitanti hanno inoltre dovuto abbandonare i villaggi di origine ed edificare nuove abitazioni lontano dai cantieri. E ora, a due anni di distanza, sono costretti a vivere senza al buio perché privi di elettricità.

    Oltre il 90% della produzione della centrale viene venduto alla vicina Thailandia e l'energia che resta nel Paese sembra non bastare nemmeno per rifornire di corrente gli abitanti delle aree circostanti il mega-impianto. Un uomo, che dal distretto di Nakai Plateau si è trasferito a Nhommalat, racconta a Radio Free Asia (Rfa) che nel nuovo centro di Ban Sang mancano "la corrente elettrica e l'acqua potabile". "Viviamo accanto alla diga - aggiunge, chiedendo la garanzia di anonimato - ma non abbiamo luce né acqua".

    Fonti locali aggiungono che, di tanto in tanto, le case vengono allagate perché "non vengono annunciate le aperture delle porte" della diga, necessarie per far defluire le acque quando il livello supera la soglia di guardia.

    Le testimonianze raccontano il dramma di uno fra i 6.300 contadini, secondo le statistiche governative, che hanno dovuto trasferirsi dal 2005 a oggi per far posto alla diga. Essa convoglia le acque dal fiume Nam Theun al fiume Xe Bang Fai; per la sua realizzazione si è reso necessario un investimento di 1,25 miliardi di dollari, finanziato in parte dalla Banca mondiale e dalla Banca asiatica per lo sviluppo. Nelle previsioni avrebbe dovuto generare una fonte di reddito per i laotiani e ridurre la dipendenza dagli aiuti stranieri.

    Tuttavia, gruppi ambientalisti e movimenti ecologisti - fra cui International Rivers - denunciano che l'impianto potrebbe colpire in modo grave non solo le centinaia di abitanti costretti ad abbandonare le case, ma un totale di almeno 100mila persone, che vivono di pesca nel basso bacino del fiume Xe Bang Fai. Al momento in Laos vi sono 14 centrali idroelettriche operative, altre 10 in costruzione e 56 in fase di progettazione o pianificate sulla carta. Fra queste vi è la controversa diga di Xayaburi, la prima da realizzare sul basso Mekong e dall'impatto ambientale enorme secondo gli esperti (cfr. AsiaNews 13/04/2011 Mekong: ambientalisti contro la diga di Xayaburi, ecosistema a rischio).

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