03/08/2004, 00.00
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Parla il nuovo vescovo della "Silicon Valley" indiana

di Nirmala Carvalho

Intervista esclusiva a mons. Bernard Moras sui problemi della diocesi, fra globalizzazione ed etnocentrismo.

Mumbai (AsiaNews) – Bangalore, la "Silicon Valley" indiana, ha un nuovo vescovo. Si tratta di mons. Bernard Moras, già Vescovo di Belgaum, che sarà insediato nella nuova diocesi  il prossimo 17 settembre. Bangalore è una località collinare di villeggiatura, situata nello Stato del Karnataka, nell'India Meridionale. La diocesi conta 361 mila cattolici su una popolazione di 20  milioni.

In un'intervista esclusiva rilasciata ad AsiaNews, mons. Moras parla delle diverse sfide che lo aspettano per questo nuovo incarico: "Sin dall'annuncio della mia nomina ad Arcivescovo di Bangalore sono stato inondato da richieste di incontri da parte delle varie fazioni linguistiche di Bangalore, le quali vogliono sapere la mia posizione riguardo alla delicata questione della lingua nella diocesi di Bangalore . Per troppo tempo, infatti, il problema della lingua ha tenuto banco in questa diocesi".

Il problema della lingua è sentito con forza in India. Ogni regione ha la sua lingua e la sua scrittura. L'hindi, pur essendo lingua nazionale, non gode di molta stima: essa rimane la lingua del nord del paese. Così i vari gruppi fra loro preferiscono parlare in inglese, che è di fatto la "seconda" lingua nazionale.

Il problema della lingua si sente anche a Bangalore: "Negli ultimi anni – dice il vescovo – la città è divenuta cosmopolita, una specie di villaggio globale. Sono nate molte compagnie legate alla Information Technology, che danno lavoro qualificato a più di 160mila persone. Questo ha permesso alla città di divenire una realtà di livello internazionale". Molte industrie americane e tedesche trasferiscono a Bangalore i loro centri di sviluppo, tanto che "nel parlare comune – dice mons. Moras - essere "bangalored" significa aver perso il lavoro a causa dell'outsourcing".

In questa situazione così globalizzata, ogni gruppo cerca di difendere la sua identità.  L'etnocentrismo ha fatto lentamente breccia all'interno dello stato, trasformando la popolazione cattolica in fanatici della lingua regionale. A Bangalore, le lingue inglese, kannada e tamil si contendono la supremazia nelle funzioni liturgiche. "Il problema della lingua – constata con amarezza il vescovo - è un fattore di divisione tra le chiese cattoliche della diocesi".

All'interno della Chiesa (spesso con la connivenza di sacerdoti provenienti da diverse regioni) , le varie fazioni si battono perchè le messe vengano celebrate nella propria lingua regionale. Bangalore ha un gran numero di abitanti di lingua Tamil, stanziati in città da generazioni e che continuano a celebrare la messa nella lingua d'origine. Al riguardo mons Moras ammette che è un problema serio e che coinvolge tutta la popolazione di Bangalore: "Visto che Bangalore è anche la capitale dello stato di Karnataka, dobbiamo valorizzare soprattutto il kannada: non possiamo dare uno status periferico alla lingua dello stato in cui siamo". Per la cerimonia di insediamento del nuovo arcivescovo, la lingua ufficiale sarà il kannada; ma ci saranno letture in tamil e in inglese.

Il neo-arcivescovo Bernard Moras è stato ordinato prete nel 1967; come sacerdote si è dedicato molto al settore della sanità. Il 31 dicembre del 1996 è stato nominato Vescovo di Belgaum (una piccola cittadina anch'essa situata nello stato del Karnataka, N.d.r.). Mons Moras è anche presidente della Pastorale per la Salute nella Conferenza Episcopale Indiana; egli è anche consigliere ecclesiastico per le associazioni sanitarie cattoliche in India.

Il motto del nuovo arcivescovo sarà "In te speriamo, Maria nostra Madre". "Ho scelto questo motto – dice mons. Moras ad AsiaNews – fin dalla mia nomia a vescovo di Belgaum. Voglio affidare anche la diocesi di Bangalore alla Vergine Santa".

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