21/02/2005, 00.00
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Pastore protestante condannato a 3 anni di carcere

Teheran (AsiaNews/Compass) - La corte militare di Teheran ha condannato il pastore protestante Hamid Pourmand a 3 anni di carcere. Pourmand, un colonnello dell'esercito diventato cristiano 25 anni fa, è stato riconosciuto colpevole di aver truffato le forze armate iraniane: l'accusa, non aver dichiarato di essersi convertito al cristianesimo al momento della sua nomina ad ufficiale.

La legge islamica vigente in Iran non permette che un non musulmano faccia parte dell'esercito con il grado di ufficiale.

Durante il processo della scorsa settimana l'avvocato di Pourmand ha esibito davanti alla corte molti documenti nei quali si attestava che i superiori dell'accusato sapevano da anni che il colonnello era cristiano. Anzi, essi avevano esonerato il pastore-colonello dall'osservare il Ramadan, il mese di digiuno islamico, un'eccezione concessa solo ai non musulmani. Il tribunale, nella seconda udienza del processo iniziato a gennaio, ha stabilito che Pourmand è colpevole di aver dato falsa testimonianza e di aver prodotto documenti falsi.

Il colonnello Pourmand (nella foto con la famiglia) era stato arrestato a settembre dello scorso anno in un raid della polizia iraniano contro un raduno dell'Assemblea di Dio, una denominazione protestante della quale Pourmand fa parte in qualità di pastore. All'inizio si temeva che con l'accusa di "spionaggio militare" egli potesse essere condannato alla pena di morte. In seguito è stato incriminato per "apostasia" e "proselitismo": per la prima il codice penale iraniano prevede l'esecuzione capitale.

All'indomani della decisione del tribunale Nina Shea, direttrice del Center for Religious Freedom di Washington, ha chiesto al governo iraniano l'immediato rilascio di Pourmand. "Si tratta" afferma Shea riferendosi alla condanna del pastore protestante "di uno sconvolgente travestimento della giustizia, anche per gli stessi scarsi standard di rispetto legali dell'Iran". Anceh una delegazione dell'Unione europea in visita in Iran nei mesi scorsi aveva domandato alle autorità di Teheran il rilascio del pastore protestante e il rispetto della libertà religiosa nel paese.

"Pourmand – sottolinea la Shea - è in carcere per aver esercitato in modo pacifico il suo diritto di libertà di coscienza in base alla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo". "Il fatto che Pourmand sia diventato cristiano prima della rivoluzione islamica del 1979 – conclude l'attivista americana - e che abbia documentato di aver vissuto cristianamente negli ultimi 25 anni non lo ha protetto dall'ideologia di odio contro le altre religioni che guida la legislazione iraniana". (LF)

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