20/10/2014, 00.00
HONG KONG - CINA
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Pechino e il governo di Hong Kong versano disinformazione e minacce su Occupy

di Paul Wang
La polizia minaccia: Non mandate i vostri figli (studenti) a Mong Kok. Si teme un raid violento. La Cina e Leung accusano Occupy di essere al soldo di organizzazioni straniere e di volere "l'indipendenza" di Hong Kong: queste accuse potrebbero dare adito a un intervento dell'esercito cinese. Fissato per domani l'incontro fra governo e studenti.

Hong Kong (AsiaNews) - Un movimento manovrato "da forze straniere"; "illegale"; divenuto sempre più "violento"; un movimento che cerca addirittura la secessione e "l'indipendenza" di Hong Kong dalla Cina. E' l'immagine che i media cinesi e lo stesso governatore di Hong Kong, Leung Chun-ying, danno del pacifico movimento di Occupy, che da settimane blocca alcune importanti strade del quartiere centrale e di Mong Kok.  Allo sciopero e all'occupazione del quartiere finanziario e commerciale si è giunti dopo che Pechino ha escluso piena democrazia nel territorio, concedendo a tutti di votare per il nuovo governatore, nel 2017, ma tenendosi in mano il controllo sui candidati al posto.

Il movimento di Occupy continua a chiedere una revisione di questa decisione e vuole aprire il dialogo, ma il governo di Hong Kong, che pure si è detto pronto a incontrare solo una parte del movimento (la Federazione degli studenti), afferma che la decisione di Pechino è irrevocabile.

Per indebolire i giovani e i pro-democratici che affollano le strade, oggi la polizia ha messo in guardia i genitori dal mandare i loro figli ad occupare Mong Kok, facendo sorgere il timore di nuovi attacchi violenti contro giovani indifesi e pacifici.

Due giorni fa la polizia ha attaccato migliaia di studenti a Mong Kok, arrestandone 26; una settimana fa, gruppi mafiosi hanno picchiato e molestato dimostranti, mentre la polizia stava a guardare.

Ieri, per la prima volta, il Quotidiano del Popolo, l'organo ufficiale del Partito comunista cinese, ha accusato il movimento di Occupy di cercare l'indipendenza di Hong Kong (in realtà mai chiesta). In un commento, si afferma che gli organizzatori del gigantesco sit-in vogliono "l'auto-determinazione" e perfino "l'indipendenza".

Da parte sua, in un'intervista concessa ieri, Leung, ha accusato il movimento di Occupy di  essere ormai "fuori controllo" e di "provocare disordini", ma soprattutto esso è stato ghermito da "forze straniere di diverse nazioni e parti del mondo". E ha giurato che lo sgombero delle strade è solo "una questione di tempo".

La sottolineatura sull'indipendenza e la secessione, come pure l'accusa di essere strumento in mano a forze straniere prepara un'apparente base legale per un intervento militare dell'esercito cinese.

Alcuni politici democratici hanno accusato Leung di essere falso: la maggioranza dei dimostranti sono pacifici e se vi sono stati scontri - come due giorni fa - questo è dovuto all'azione della polizia di sgomberare l'occupazione.

Intanto governo e studenti si preparano all'incontro fissato per domani dalle 6 alle 8 di sera. L'incontro sarà anche trasmesso in diretta in tivù. I membri di Occupy Central e di Scholarism, fra gli organizzatori del sit-in - ma non invitati dal governo - potranno seguire il dialogo da una sala vicina a quella dell'incontro.

 

 

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