16/08/2013, 00.00
CINA
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Pechino: Paura di una "primavera egiziana". Nuovi arresti di attivisti

di Wang Zhicheng
Parlare a cena di democrazia e stato di diritto è divenuto un crimine. Fra gli oltre 50 attivisti detenuti vi sono Li Huaping e Liu Jincai. La Russia degli anni '90 e l'Egitto di oggi esempi cattivi da non seguire.

Pechino (AsiaNews/Chrd) - Sostenere la democrazia, la costituzione e lo stato di diritto è un crimine. L'arresto di attivisti e dissidenti che chiedono giustizia sociale è l'unico modo di salvare la Cina da una fine simile a quella dell'Egitto.

Negli ultimi tre mesi il governo ha arrestato oltre 50 individui rei di aver organizzato incontri e cene dove si discuteva di riforme e rispetto della costituzione cinese. AsiaNews ha già dato notizia della detenzione di Yang Lin, firmatario di Carta 08. Nei giorni scorsi sono stati arrestati altri due importanti attivisti.

Il primo è Li Huaping, dell'Hunan, che scrive post sotto il nome di "legno di Norvegia". È stato arrestato il 10 agosto scorso a Changsha per aver "radunato una folla e minare l'ordine pubblico". Li ha iniziato un "progetto di osservazione"  per sostenere chi viene detenuto a causa della sua lotta per i diritti umani. Li ha scritto online su democrazia, libertà ed è coinvolto nel movimento dei "Nuovi cittadini" che negli anni scorsi hanno chiesto democrazia, riforme legislative, rispetto della costituzione e giustizia sociale. Al presente dovrebbe essere rinchiuso in una prigione dell'Anhui.

Un altro attivista, Liu Jiacai, dell'Hubei, è stato incarcerato il 12 agosto per "incitamento alla sovversione". Liu aveva radunato alcuni attivisti di Yuchang per alcune "cene" in cui discutere di diritti e di giustizia. Egli è già stato arrestato varie volte per lo stesso "crimine". Nel 2012 è stato licenziato da un impiego nello Yunnan a causa del suo attivismo ed era ritornato nell'Hubei. È recluso nella prigione n. 1 di Yichang, da dove era uscito solo pochi giorni prima per una condanna a 10 giorni.

Oltre agli arresti, la Cina tenta anche un lavaggio del cervello dell'opinione pubblica, mettendo in guardia dai pericoli di una "democrazia di stile occidentale", mostrando i suoi frutti malsani prodotti in Egitto.

"L'occidente - afferma il Global Times, il magazine del Quotidiano del popolo - è un insegnante irresponsabile, ma la società egiziana dovrebbe avere i suoi propri giudizi e la capacità politica di risolvere  da sé il duro conflitto di interessi interni alla nazione. Purtroppo non ha nulla di tutto ciò. Esso è ingenuo e irritato come un bambino".

Un sito web ufficiale, il Social Outlook, ha un giudizio ancora più duro: "La primavera araba in Egitto si è cambiata subito in una farsa assurda e in una tragedia senza precedenti e ciò è davvero storicamente inevitabile... La dolorosa lezione dell'Egitto ha un grande valore per la Cina. Esso ci rende coscienti una volta di più del prezzo [che si paga] ad andare fuori strada.  Negli anni '90 la Russia ha pagato un alto prezzo e ha indicato alla Cina la direzione da prendere; la primavera araba nel Medio oriente capita al momento giusto per quei cinesi del XXI secolo così dimentichi".

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