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  • » 29/05/2007, 00.00

    CINA

    Pena di morte per l’ex direttore dell’Amministrazione cibi e farmaci, condannato per corruzione



    Zheng Xiaoyu ha accettato tangenti in cambio dell’approvazione di centinaia di medicinali, potenzialmente mortali.
    Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Corte intermedia del Popolo n° 1 della capitale ha condannato a morte per corruzione Zheng Xiaoyu, ex direttore dell’Amministrazione statale per l’alimentazione ed i farmaci. Lo conferma l’agenzia di stampa governativa Xinhua, che ricorda la possibilità di commutare la sentenza in ergastolo durante il prossimo processo d’appello.
     
    Zheng, 62 anni, era stato allontanato dal suo posto nel giugno del 2005 per pesanti sospetti sulle sue attività. Un’indagine che si è conclusa lo scorso mese ha confermato che il funzionario comunista ha accettato oltre cinque milioni di yuan [circa 500mila euro ndr] in cambio dell’approvazione di centinaia di farmaci. Il dirigente era stato espulso dal Partito comunista cinese nel 2006.
     
    Fra i testimoni chiave che hanno incastrato Zheng vi è il gruppo farmaceutico Kangliyuan, che ha ammesso di aver pagato tangenti per far approvare 227 medicine, per la maggior parte costosi antibiotici. L’inchiesta ha coinvolto un totale di 31 persone, fra cui il segretario personale di Zheng, Cao Wenzhuang, la moglie Liu Naixue ed il figlio Zheng Hairong.
     
    La condanna a morte è una pena inusuale per i quadri di alto livello del Partito comunista, ma il processo a Zheng si è svolto nel pieno di uno “scandalo continuo” nel Paese, che riguarda cibi corrotti e medicinali pericolosi.
     
    Solo nell’ultimo mese, il governo di Pechino ha dovuto ammettere di aver esportato dentifrici  velenosi in America ed uno sciroppo per la tosse contenente anti-gelo a Panama, che ha causato 100 morti, ma soprattutto è stato costretto a confessare che un decimo dei suoi terreni coltivabili è oramai contaminato dall’inquinamento selvaggio.
     
    Secondo gli analisti economici del Paese, tutti questi scandali sono legati dal filo comune della corruzione, che inevitabilmente ha colpito tutti gli strati della produzione industriale compresi quelli governativi, che avrebbero il compito di vigilare sulla qualità dei prodotti e sui metodi di produzione.
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