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  • » 14/02/2018, 08.56

    ISRAELE

    Polizia israeliana accusa Netanyahu di corruzione



     Due casi in cui il primo ministro israeliano avrebbe accettato tangenti e regali. La procura dovrà decidere se incriminarlo. Netanyahu respinge le accuse ed esclude le dimissioni.

    Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – “Esistono prove sufficienti contro il Primo ministro per incriminarlo per aver accettato tangenti, per frode e per abuso di fiducia”. Recita così la dichiarazione con cui ieri la polizia israeliana ha chiesto alla procura di incriminare Benjamin Netanyahu. Durante una trasmissione televisiva, il premier ha respinto le accuse affermando che “non porteranno a niente” e che intende continuare a guidare il Paese.

    Da due mesi, la polizia indaga su due casi che coinvolgono il premier. Il primo riguarda la stampa: Netanyahu avrebbe chiesto ad Arnon Moses, editore del quotidiano israeliano Yediot Aharonot, di riservargli una copertura positiva; in cambio, il premier avrebbe aiutato a frenare una pubblicazione rivale. La seconda indagine si incentra sul sospetto che Netanyahu abbia ricevuto regali del valore di almeno un milione di sheqel [circa 230mila euro, ndr] da Arnon Milchan, magnate israeliano di  Hollywood, per averlo aiutato ad ottenere un visto americano e aver riservato trattamenti di favore alle sue imprese. La polizia afferma che il primo ministro avrebbe fatto pressioni in favore della Milchan Law, legge bloccata dal ministero della finanza, che esentava dalle tasse per 10 anni gli israeliani rientrati nel Paese dopo un periodo di residenza all’estero.

    Sarà il procuratore generale Avishaï Mandelblit a decidere se Netanyahu dovrà apparire in tribunale, ma la decisione potrebbe richiedere mesi. L’alleanza d’opposizione di centro-sinistra, la Zionist Union, chiede le dimissioni di Netanyahu. Diversi membri del Likud, partito di destra del primo ministro, hanno preso le sue difese.

    Nonostante la sua maggioranza alla Knesset sia fragile, Netanyahu in televisione si è mostrato sicuro delle possibilità di vittoria del suo partito alle prossime elezioni, previste per il novembre 2019.

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