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  • » 21/04/2017, 08.55

    IRAN

    Presidenziali in Iran: sarà sfida a due fra Rouhani e Raisi. Escluso Ahmadinejad



    Il Consiglio dei Guardiani della Costituzione ha approvato sei nomi su un totale di 1600 aspiranti presidenti. Respinta la candidatura di 130 donne; anche per il 2017 sarà una partita fra soli uomini. Economia e accordo nucleare i temi caldi della campagna elettorale. Bloccata la corsa al terzo mandato per l’ex presidente ultraconservatore, considerato figura “che divide” da Khamenei. 

    Teheran (AsiaNews/Agenzie) - Le prossime elezioni presidenziali in Iran, in programma il prossimo 19 maggio, saranno con tutta probabilità una sfida a due fra il capo di Stato uscente Hassan Rouhani e il principale esponente dell’ala conservatrice, Ebrahim Raisi. Il Consiglio dei Guardiani della Costituzione ha invece escluso dalla lista l’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, che si era presentato per un terzo mandato nonostante il parere contrario del grande ayatollah Ali Khamenei. 

    In vista del voto oltre 1600 candidati si sono registrati nelle liste elettorali per concorrere alla carica di presidente. Tuttavia, il Consiglio ne ha ammessi solo sei in totale. Gli altri sfidanti sono: l’esponente della linea dura Mohammad Bagher Ghalibaf, il conservatore Mostafa Mirsalim, l’ex ministro Mostafa Hashemitaba e l’alleato di Rouhani ed ex vice-presidente Eshaq Jahangiri.

    Esclusi dalla lista l’ex presidente Ahmadinejad e il suo alleato e fedelissimo Hamid Baghaie. Respinta anche la candidatura di oltre 130 donne; anche per il 2017 le elezioni presidenziali in Iran saranno una questione riservata - come sempre avvenuto in passato - fra soli uomini. 

    È dunque tramontata in via definitiva la possibile candidatura dell’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad. Egli era tornato al centro della scena politica annunciando a metà aprile, fra lo stupore generale, la propria registrazione nelle liste.

    Contravvenendo alle indicazioni di Khamenei, che aveva “bloccato” la corsa al terzo mandato ritenendo la sua figura è troppo “divisiva”, il leader ultraconservatore ha voluto riproporsi liquidando le parole della guida suprema come un “consiglio”. Tuttavia, a distanza di qualche giorno è arrivato il parere negativo del Consiglio dei Guardiani della Costituzione.

    Analisti ed esperti concordano sul fatto che le prossime elezioni saranno una partita a due fra il moderato Rouhani e il conservatore Raisi, candidato di punta dell’ala radicale e il tema economico, oltre all’accordo sul nucleare saranno fondamentali per convincere l’elettorato. Il principale sfidante di Rouhani è un fedelissimo dell’ayatollah Ali Khamenei. Definito il “cavaliere” della guida spirituale e massima istituzione sciita dell’Iran, egli è un esponente della linea dura che si oppone all’attuale leadership. Raisi è alla guida della potente fondazione caritativa Astan Quds Razavi, è il guardiano del mausoleo dell’imam Reza, uno dei luoghi più importanti per i pellegrini sciiti a Mashaad, città del nord-est e terra natale del candidato presidente.

    Dalla Rivoluzione islamica del ’79 tutti i leader della Repubblica sono stati rieletti per un secondo mandato, ma la rielezione del presidente uscente non è affatto scontata, sebbene la fazione di conservatori e radicali appaia frammentata al suo interno.

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