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» 23/03/2007
CINA
Protestano contro l'esproprio di terreni: un morto e 10 feriti gravi
Un gruppo di contadini dell’isola di Guangzhou si è scontrato contro gli operai di un cantiere che costruiva sulle loro terre. Nel Jiangxi, manifestanti bloccano la ferrovia per protestare contro il nuovo piano regolatore.

Guangzhou (AsiaNews) – Per protestare contro la requisizione delle loro terre, un gruppo composto da circa 100 contadini di una piccola isola della Cina meridionale si è scontrato contro gli operai della ditta che sta costruendo sui loro terreni. Uno dei manifestanti è morto, mentre altri dieci sono ricoverati in gravi condizioni. Lo riporta Radio Free Asia.
 
Un quotidiano governativo, lo Yangcheng Evening News, conferma lo scontro ma sostiene che esso è nato “per un problema collegato al traffico”: la requisizione dei circa 130 ettari di terreno ad opera del governo contro gli abitanti dell’isola di Guangzhou, che si trova davanti all’omonima metropoli, non viene neanche menzionata.
 
In effetti, il primo confronto fra contadini ed operai si è verificato il 20 marzo scorso, dopo che un camion in manovra aveva ferito uno degli abitanti locali. La ditta si è rifiutata di pagare le spese mediche del ferito, che si trova tuttora ricoverato in ospedale.
 
Esasperati, i locali si sono riuniti davanti al cantiere per protestare. Per disperderli, la ditta gli ha mandato contro operai armati di tubi e bastoni e “teppisti non identificati”, che hanno iniziato a colpire all’impazzata. Chen Yongqi, 42 anni, è morto per una ferita alla testa procurata da una mazza di ferro.
 
Le proteste sociali sono in costante aumento su tutto il territorio cinese, nonostante i ripetuti appelli della leadership comunista, che chiede ai governi locali di costruire una “società armoniosa”. Liu Jinguo, vice ministro per la Sicurezza sociale, aveva già affrontato l’argomento all’inizio di gennaio, nel corso di una conferenza nazionale sull’ordine pubblico. Per il dirigente, nel 2006 gli scontri sociali sono diminuiti del 16,5 %, rispetto alle oltre 87mila proteste del 2005.
 
Eppure, le proteste diventano sempre più violente ed organizzate, come dimostra il blocco della ferrovia di Guixi, nella provincia meridionale dello Jianxi, attuato da 200 manifestanti che protestavano contro i cambi al piano regolatore della zona.
 
La protesta si è protratta per oltre quattro ore, e si è conclusa solo dopo che l’intervento della polizia che, in tenuta anti-sommossa, ha sfollato con la violenza i manifestanti.

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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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