27/04/2010, 00.00
PAKISTAN
Invia ad un amico

Punjab, cristiani protestano per la morte di un giovane. La polizia carica la folla

Adil Masih, 13 anni, è stato ucciso da una pallottola vagante, durante un conflitto a fuoco fra due bande rivali di musulmani. La comunità cristiana chiede giustizia. Gli agenti rispondono con gas lacrimogeni e colpi di bastone. Per la seconda volta in pochi mesi un rogo “misterioso” colpisce una scuola cristiana per ragazze del Punjab.
Gujranwala (AsiaNews/Agenzie) – Centinaia di cristiani hanno indetto una manifestazione ingaggiando un duro scontro con la polizia per la morte di Adil Masih, un ragazzo di 13 anni ammazzato durante un regolamento di conti tra due bande rivali di musulmani. L’omicidio, riferisce Assist News Service (Ans), è avvenuto il 23 aprile scorso a Dullay, villaggio della città di Gujranwala, nella provincia pakistana del Punjab. Il giovane cristiano è stato colpito a morte da una pallottola vagante.
 
La notizia del decesso si è diffusa fra i cristiani, che ieri hanno protestato in una delle vie principali del villaggio. I manifestanti hanno bloccato la circolazione viaria e ferroviaria, chiedendo giustizia per l’assassinio. La folla ha intonato slogan contro il governo, pur garantendo la natura pacifica alle dimostrazioni.
 
Tuttavia, l’intervento della polizia ha esacerbato gli animi. Gli agenti hanno esploso in aria colpi di pistola, lanciato gas lacrimogeni in mezzo alla folla e picchiato i manifestanti con i bastoni d’ordinanza. Il bilancio finale del raid dei reparti di sicurezza è di cinque feriti, fra cui due giornalisti.
 
Testimoni oculari interpellati da Ans confermano che i colpi esplosi dagli agenti “hanno esasperato gli animi dei manifestanti”. La folla ha iniziato a lanciare pietre e mattoni contro le auto e i negozi. “Alcune donne – racconta una fonte – hanno perso i sensi a causa dei fumi sprigionati dai gas lacrimogeni”. Durante gli scontri, durati almeno tre ore, sono rimasti contusi anche alcuni poliziotti.
 
Un alto funzionario della polizia ha assicurato che “ai cristiani verrà garantita giustizia” e presto gli assassini di Adil Masih “saranno catturati, processati e condannati”.
 
Le violenze o gli incidenti sospetti contro i cristiani in Pakistan e le loro proprietà non si fermano. Il 25 aprile ha preso fuoco in “circostanze misteriose” un ostello per ragazze di Murree, cittadina collinare del Punjab. Lo denuncia il Pakistan Christian Post (Pcp), secondo cui al momento del rogo vi erano all’interno della struttura almeno 100 ragazze. Pare tuttavia che non vi siano morti né feriti, perché tutte le giovani sono riuscite a fuggire.
 
L’edificio si trova all’interno del complesso che ospita la St. Deny’s Girls High School. È la seconda volta che la struttura prende fuoco in circostanze “sospette”. Il 4 novembre scorso la scuola, di proprietà della Church of Pakistan, legata alla diocesi di Lahore, aveva subito danni ingenti per un incendio, le cui cause non sono mai state chiarite.
 
Nelle aree del Pakistan in cui è maggiore la presenza dei fondamentalisti islamici – in particolare nelle province del Nord-ovest, confinanti con l’Afghanistan – si ripetono di frequente roghi nelle scuole o in istituti femminili. Agli attacchi contro gli edifici, si aggiungono gli assalti a colpi di acido scagliati addosso alle studentesse.
TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Kuwait, è ufficiale la prima candidatura femminile del Paese
13/02/2006
Forte condanna della Chiesa cattolica contro l’infanticidio femminile
24/07/2007
Giornata diritti umani: minoranze pakistane emergenza nazionale
11/12/2023 12:07
Punjab: infermiera cristiana sequestrata, costretta a convertirsi e a sposare un musulmano
12/05/2011
Medico cattolico: Una vergogna per l’India lo stupro di una bambina di 5 anni
22/04/2013


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”