17/11/2020, 12.03
PAKISTAN
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Punjab, educazione di qualità contro intolleranza e discriminazione religiosa delle minoranze

di Shafique Khokhar

Esperti dell’educazione, politici e attivisti per i diritti umani analizzano testi scolastici, piani di studio e politica educativa, dove dominano gli stereotipi, le errate valutazioni sulle minoranze religiose, spesso descritte in maniera spregiativa o non nominate per nulla. Violando la costituzione pakistana, si obbliga all’insegnamento di una religione diversa da quella dello studente. La presentazione del volume di studio “Educazione di qualità contro alfabetizzazione fanatica”.

Lahore (AsiaNews) – Intolleranza, discriminazione religiosa, esclusione, indottrinamento forzato: sono alcune delle esperienze che le minoranze religiose in Pakistan subiscono nel mondo della scuola, che dovrebbe essere invece il luogo in cui apprendere l’accoglienza, la tolleranza, la comprensione, la convivenza. Sono questi i motivi che hanno spinto il direttore del Centro per la giustizia sociale (Csj), Peter Jacob, a diffondere un volume che raccoglie ricerche e studi dal titolo eloquente: “Educazione di qualità contro alfabetizzazione fanatica”.  Il volume, a disposizione da ieri, offre un’analisi accurata dei testi scolastici, dei piani di studio e della politica educativa presente nel Khyber Pakhtunkhwa, nel Punjab, nel Sindh e nel Direttorio federale per l’educazione pakistana (Federal Directorate of Education in Pakistan).

Il lavoro mostra il potenziale di inclusività che l’educazione porta in sé. La sua pubblicazione coincide con l’introduzione da parte del ministero federale dell’Educazione di un unico Piano di studi per la  scuola elementare, media e superiore.

All’incontro per il lancio di “Educazione di qualità contro alfabetizzazione fanatica” erano presenti esperti dell’educazione e attivisti per i diritti umani, sia cristiani che musulmani, alcuni dei quali co-autori del volume.

La sig.ra Baela Raza Jamil, dell’ Idara Taleem-o-Agahi (Centro per lo studio e la consapevolezza) ha sottolineato che i testi scolastici sono lo strumento più potente per istillare attitudini positive fra gli studenti, contruire una società inclusiva e raggiungere un livello educativo di qualità. Ella ha espresso perplessità nell’insegnare religione (islamica) nelle istituzioni educative perché crea tensioni e causa l’esclusione dei gruppi minoritari.

Abdul Hameed Nayyar, educatore e studioso, ha denunciato per le scuole la violazione dell’art.22 (1) della costituzione pakistana, che recita “"Nessuna persona che frequenta un istituto scolastico è tenuta a ricevere istruzione religiosa, o prendere parte a qualsiasi cerimonia religiosa, o assistere a un culto religioso, se tale istruzione, cerimonia o culto si riferisce a una religione diversa dalla sua". Egli ha affermato che i diritti religiosi delle minoranze sono sempre violati e chiede che il nuovo Piano di studi non contenga lezioni religiose per tematiche non religiose.

La necessità di introdurre nei testi scolastici sensibilità, accettazione e tolleranza verso altre religioni, è stata ribadita da Riaz Ahmed Shaikh, decano del Dipartimento di scienze sociali allo SZABIST (Shaheed Zulfikar Ali Bhutto Institute of Science and Technology). Egli ha fatto notare che, al contrario, nei testi delle scuole – pubbliche e private – sono comuni gli stereotipi e le errate valutazioni sulle minoranze religiose, spesso descritte in maniera spregiativa o non nominate per nulla.

Anjum James Paul ha presentato un’analisi sui testi scolastici usati nelle scuole. Egli ha spiegato che tali testi sono spesso i primi, talvolta le uniche fonti di lettura e di apprendimento per gli studenti. Per questo presentazione di eventi storici da una sola angolatura, errori, pregiudizi, stereotipi possono influenzare gli studenti. A causa di ciò, il governo deve verificare che il nuovo Piano di studi e i testi scolastici si muovano verso l’inclusione religiosa e l’accoglienza della diversità.

Peter Jacob, apprezzando la collaborazione di tutti i contributi, ha rinnovato l’invito ai ministeri federali dell’educazione di prendere in considerazione gli studi e le analisi presenti nel volume.

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