07/04/2011, 00.00
COREA DEL NORD
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Pyongyang: tra carestia e armi si apre l’Assemblea del popolo

di Joseph Yun Li-sun
I delegati sono arrivati alla spicciolata negli ultimi tre giorni per compiere le visite di rito prima di ogni riunione annuale: l’omaggio al defunto Kim Il-sung e la lode al figlio Kim Jong-il. Attesa per la consacrazione dell’erede Kim Jong-un; nessuna speranza di una revisione delle disastrose politiche economiche che stanno decimando la popolazione.
 Seoul (AsiaNews) – Mentre nelle campagne nordcoreane la carestia sta decimando la popolazione, nella capitale tutto è pronto per la prima riunione dell’annuale Assemblea Suprema del popolo. Il più alto organismo politico del Paese apre oggi i battenti per un incontro che durerà circa dieci giorni: attesi i soliti, vuoti proclami da parte della dirigenza del Partito dei lavoratori e una qualche forma di legittimazione per l’erede al trono di Pyongyang, Kim Jong-un.

I controlli per entrare in città, spiega una fonte di AsiaNews, “sono stati rafforzati. Persino i pochissimi industriali stranieri stanno subendo delle limitazioni”. Questa segretezza si spiega con l’obbligo, imposto a tutti i delegati dell’Assemblea, di compiere alcune visite forzate prima dell’inizio dei lavori.

Devono recarsi infatti presso l’enorme mausoleo di Kim Il-sung – il “presidente eterno” del Paese – e donare dei fiori; devono andare davanti alla residenza di Kim Jong-il e cantarne la magnificenza e infine devono recarsi presso un ospedale o una fabbrica.

Per fare tutte queste cose, dunque, devono muoversi molto in giro per la città; e il regime non vuole che vengano avvicinati da persone non fidate. Persino l’Okryugwan, il ristorante più famoso di tutto il Paese, è stato chiuso e precettato dal regime: dovrà sfamare tutta l’Assemblea fino alla chiusura.

Tecnicamente i delegati si ritrovano per approvare il bilancio nazionale e discutere delle politiche economiche e internazionali. In realtà si tratta di un atto dovuto, in cui si mette su carta quello che è già stato deciso dal dittatore e dalla sua cerchia ristretta. Quest’anno, però, i riflettori sono puntati sul terzogenito di Kim Jong-il, Kim Jong-un, che dovrebbe ottenere una qualche ratifica ufficiale del ruolo di delfino ed erede del padre.

Un primo passo è già stato compiuto: come spiega la fonte, “spontaneamente i delegati hanno scelto in blocco per la terza visita obbligata di recarsi a ispezionare la costruzione delle cosiddette ‘100mila case’. Si tratta di un progetto di cui si occupa il delfino, che intende rimodernare Pyongyang, insieme allo zio Jang Sung-taek”. Questi, marito della sorella del dittatore, dovrebbe essere il reggente incaricato di educare il giovane Kim (28enne) fino alla piena presa di potere.

Nel frattempo, però, la Corea del Nord sta lentamente morendo. Nell’indifferenza internazionale, il 30 % della popolazione non supera la soglia del dollaro ogni due giorni, lo standard che per la Banca mondiale rappresenta l’assoluta povertà. Le campagne (già di natura non proprio floride) sono state decimate dal freddo e dalla carestia che avanza da due stagioni.

Inoltre, le disastrose politiche belliche dei due Kim hanno costretto Corea del Sud e Stati Uniti – i due maggiori donatori del regime – a interrompere l’invio di materiale umanitario. L’affondamento di una corvetta e il bombardamento di un’isoletta sotto il controllo di Seoul hanno segnato lo spartiacque.

Mistero infine su cosa dirà all’Assemblea il “Caro Leader”. È impensabile, conclude la fonte, “che ordini una revisione dei piani economici o militari, ma potrebbe forse porre un limite all’aggressività del Paese. Tuttavia, l’ideologia della juche costruita dal padre ai tempi dell’Unione sovietica lo costringerà di nuovo a lodare i ‘grandi progressi’ della nazione socialista”. 

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